17 Settembre 2026 - 08:51:59
di Martina Colabianchi
Una grave e cronica carenza di organico a fronte di un aumento della popolazione detenuta.
Questi i motivi della proclamazione dello stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle sigle sindacali della Polizia penitenziaria SiNAPPe, OSAPP, USPP e CISL sulla gestione del carcere di Sulmona.
La struttura, ampliata con un nuovo padiglione operativo dal marzo del 2025, ospita attualmente quasi 700 reclusi, contando però su un numero di agenti penitenziari e assistenti persino inferiore a quello dello scorso anno.
Le sigle sindacali non vogliono fermarsi alla protesta, ma chiedono un incontro urgente con il Provveditore Regionale Lazio-Abruzzo-Molise, Giacinto Siciliano, per trovare delle soluzioni.
Ad accogliere la denuncia dei sindacati è la vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Marianna Scoccia, che ha definito la casa di reclusione di Sulmona «una realtà di particolare rilevanza nel sistema penitenziario nazionale e per il nostro territorio».
«Quanto rappresentato in questi giorni non costituisce un fatto isolato – ha proseguito -. Già all’inizio del 2025 erano state evidenziate difficoltà legate agli organici e preoccupazioni in vista dell’apertura del nuovo padiglione. Nei mesi successivi, l’incremento della capacità detentiva e della popolazione carceraria ha reso ancora più evidente la necessità di assicurare risorse umane proporzionate alle effettive esigenze della struttura».
«Le segnalazioni di questi giorni confermano quindi l’esigenza di affrontare il problema in una prospettiva strutturale, coinvolgendo i diversi livelli istituzionali competenti. Ritengo importante che venga dato seguito alla richiesta di un incontro urgente con il Provveditore regionale Lazio-Abruzzo-Molise, affinché possa essere avviata un’interlocuzione sulle condizioni organizzative e sulle soluzioni da adottare».
«Alla crescita della struttura deve corrispondere un’organizzazione adeguata alla complessità delle funzioni che il carcere di Sulmona è chiamato a svolgere. Sicurezza, efficienza e condizioni di lavoro del personale della Polizia penitenziaria sono elementi imprescindibili per il suo corretto funzionamento. Occorre ora dare riscontro alle istanze avanzate e individuare, nelle sedi competenti, risposte concrete e durature», conclude Scoccia.
LAQTV Live