18 Settembre 2026 - 09:27:40

di Tommaso Cotellessa

Una rete di 34 Comuni per far sentire con maggiore forza la voce della Marsica e affrontare insieme le principali questioni che interessano il territorio, dalla sanità ai trasporti, passando per sviluppo economico, turismo, agricoltura e servizi nelle aree interne.

Prende forma il progetto della «Grande Marsica», con l’obiettivo di costruire un fronte istituzionale comune capace di superare appartenenze politiche e campanilismi. Con l’approvazione da parte della Giunta di Avezzano della delibera proposta lo scorso 12 agosto dall’Unione dei Comuni “Montagna Marsicana”, il percorso entra ora in una nuova fase e punta a coinvolgere direttamente tutti i 34 Comuni marsicani, per un territorio di circa 140mila abitanti.

Il primo tavolo tecnico-programmatorio si è riunito nella Sala conferenze del Comune di Avezzano. Ad aprire i lavori è stato il sindaco Giovanni Di Pangrazio, che ha indicato nella «difesa e valorizzazione della Marsica e delle aree interne» l’obiettivo dell’iniziativa.

«Ci stiamo organizzando in maniera strutturata proprio per dar vita ad azioni comuni – ha spiegato Di Pangrazio – Grazie allo stimolo del presidente dell’Unione dei Comuni Settimio Santilli, abbiamo sottoscritto un accordo strategico per la crescita e lo sviluppo dell’intera Marsica. In questo momento dobbiamo alzare il livello, andando oltre i campanilismi».

Un’idea che, ha ricordato il primo cittadino, affonda le proprie radici nel progetto di una «Grande Marsica» già immaginato anni fa. La deliberazione approvata dalla Giunta sarà ora portata nel primo Consiglio comunale utile.

Numerosi i temi finiti sul tavolo: turismo, mobilità dolce, sanità, rappresentanza elettorale e futuro del Comitato ristretto dei sindaci. Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la battaglia per la salvaguardia del Tribunale di Avezzano. Al confronto hanno partecipato inoltre Sergio Natalia e Gianluca De Angelis, project manager delle strategie delle due Aree Interne Valle del Giovenco-Valle Roveto e Piana del Cavaliere-Alto Liri, insieme a una rappresentanza dell’Area Funzionale Urbana.

A seguire gli sviluppi del progetto sarà anche il consigliere comunale Cristian Carpineta, delegato dal sindaco e tra i primi promotori del percorso amministrativo della Grande Marsica. Le strategie elaborate dal tavolo dovranno successivamente essere portate all’attenzione dei livelli istituzionali superiori, a partire da Provincia e Regione.

A rivendicare la necessità di una Marsica capace di presentarsi compatta è stato il presidente dell’Unione dei Comuni “Montagna Marsicana” e sindaco di Celano, Settimio Santilli.

«Quando la Marsica parla all’unanimità, il nostro rapporto con le istituzioni sovracomunali cambia radicalmente», ha sottolineato Santilli, indicando nel superamento delle divisioni territoriali e partitiche uno degli elementi centrali del nuovo percorso.

Per Santilli, il modello di collaborazione già sperimentato nelle politiche sociali e nella sicurezza deve essere esteso ad altri settori strategici, a cominciare da agricoltura, sanità e trasporti. Sul fronte sanitario, l’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’attenzione sulla realizzazione del nuovo ospedale, mentre sul versante della mobilità resta centrale il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Roma.

«Senza un collegamento ferroviario rapido che colleghi Avezzano a Roma in un’ora non potremo mai essere competitivi», ha affermato Santilli.

Nel progetto entra così anche il tema della cosiddetta «politica della restanza»: creare nelle aree interne condizioni economiche, infrastrutturali e sociali che consentano soprattutto alle nuove generazioni di scegliere di rimanere, lavorare e investire sul territorio. Una prospettiva che lega la tenuta demografica della Marsica alla disponibilità di servizi, opportunità occupazionali e collegamenti efficienti.

«I 34 sindaci e i 140mila abitanti della Marsica hanno il dovere di rimanere uniti e compatti di fronte a qualunque scadenza o interlocutore sovracomunale negli interessi di un unico territorio», ha aggiunto Santilli, sostenendo la necessità di lasciare la competizione partitica «confinata alle urne».

A sostenere il percorso anche il presidente di Uncem Abruzzo e sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, che ha evidenziato le opportunità legate alla prossima programmazione finanziaria e alla possibilità di mettere in rete gli strumenti territoriali già esistenti.

«Attraverso la convenzione si istituisce un vero e proprio tavolo di lavoro – ha spiegato – che mette in rete non solo le nostre idee, ma anche tutto quello che di buono esiste già: le due aree interne SNAI e l’Area funzionale urbana».

Berardinetti ha richiamato inoltre la necessità di un’azione comune sulla legge per la montagna e sulla velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, chiedendo il ripristino delle risorse destinate agli interventi sulla tratta di Tagliacozzo.

Alla riunione hanno preso parte anche il presidente della DMC Marsica Giovanni D’Amico, il presidente del Patto Territoriale Rocco Di Micco, il presidente del Consiglio comunale Domenico Di Berardino, il vicesindaco Fabrizio Ridolfi, gli assessori Alessandro Pierleoni, Stefania Antidormi e Natalia D’Abruzzo e i consiglieri Gianluca Cotturone, Lorenza Panei e Ignazio Iucci.

Il modello sperimentato nella Marsica punta infine ad andare oltre i confini del territorio. L’intenzione è infatti quella di proporre una rete analoga anche per le altre aree interne abruzzesi, nell’ambito del progetto della «Quinta Provincia» candidato in sede europea.

La sfida, adesso, sarà trasformare il tavolo comune in uno strumento stabile di programmazione e rappresentanza: una Marsica che, di fronte alle grandi questioni territoriali, provi a presentarsi agli interlocutori regionali e nazionali con una sola voce.