18 Settembre 2026 - 18:44:25
di Martina Colabianchi
“Figure and wheelbarrow for L’Aquila“, questo il titolo dell’opera site specific che Ai Weiwei ha ideato e realizzato appositamente per la città e che è stata inaugurata davanti al colonnato di palazzo dell’Emiciclo.
Il progetto è curato da Giacinto di Pietrantonio e promosso e sostenuto da Fondazione Carispaq, Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, Consiglio Regionale d’Abruzzo, Comune dell’Aquila, Comitato di coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026 e ANCE L’Aquila, con il supporto di Galleria Continua e Associazione MU6.
La presenza dell’artista cinese all’Aquila e la nascita di quest’opera hanno un significato che va oltre il semplice intervento nello spazio pubblico.
Nel luglio 2025, durante un sopralluogo in città, Ai Weiwei ha attraversato il centro storico, osservato i monumenti e i cantieri della ricostruzione, rimanendo profondamente colpito dalla bellezza dei luoghi e dal processo di trasformazione dell’Aquila. È proprio in quell’occasione che ha individuato nella carriola da cantiere un simbolo capace di raccontare la città: il lavoro, la ricostruzione, la fatica e, insieme, la possibilità della rinascita.

La carriola ha per Ai Weiwei anche un forte valore personale, legato ai ricordi dell’infanzia trascorsa con la famiglia e alla figura del padre Ai Qing, poeta cinese autore proprio di un componimento intitolato Carriola. Il legame con L’Aquila si intreccia inoltre con la sua esperienza del terremoto del Sichuan del 2008, dopo il quale l’artista si dedicò alla documentazione delle conseguenze del sisma e alla ricerca della verità sulle vittime, in particolare sui bambini. È in questo intreccio di memoria, perdita, ricostruzione e futuro che si inserisce l’opera aquilana.

«L’opera di Ai Weiwei si pone in continuità con la mostra al Maxxi che ha fatto conoscere questo artista a tutta la città – spiega il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli -, ma io volevo soprattutto qualcosa che restasse alla città e quindi ecco questa statua che ricorda, attraverso la carriola, sia il terremoto dell’Aquila che la ricostruzione. Servirà, quindi, a ricordare negli anni quello che è successo».
Alta quasi tre metri, lunga 3 metri e 40 realizzata in acciaio, la scultura rappresenta Ai Weiwei stesso mentre conduce una carriola da cantiere: l’artista diventa così parte della scena della ricostruzione, mettendo in relazione la propria storia con quella della città e trasformando un oggetto quotidiano in un’immagine di rinascita.
«La mia visita a L’Aquila è stata fondamentale per comprendere quanto l’esperienza vissuta dal mio Paese nel 2008 fosse simile a quella affrontata dalla città dopo il terremoto del 2009 – ha dichiarato Ai Weiwei in un messaggio video – Attraversando le strade e i cantieri della ricostruzione, e conoscendo le storie delle vittime e di chi aveva perso tutto, ho incontrato però anche una città capace di rinascere, facendo della bellezza e della cultura un filo conduttore. Da qui è nata l’idea di una scultura di arte pubblica legata alla storia di questo luogo: una figura simbolica che porta una carriola da cantiere e che diventa l’archetipo della fase che L’Aquila sta vivendo, tra fatica, ricostruzione e rinascita. Oggi l’opera è in una piazza pubblica e spero che, guardandola, le persone possano riconoscervi una testimonianza di memoria, ma anche una lezione di sopravvivenza e di speranza».

L’iniziativa si inserisce nel percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, che ha scelto di fare dell’arte contemporanea e del confronto con grandi personalità della scena artistica internazionale uno degli strumenti attraverso cui interpretare e accompagnare la trasformazione della città.
Portare all’Aquila artisti come Ai Weiwei significa infatti utilizzare la cultura e l’arte contemporanea non solo come occasione espositiva, ma come strumenti di rigenerazione urbana e sociale, capaci di restituire nuovi significati agli spazi della città, creare occasioni di incontro e confronto e mettere in relazione la memoria del territorio con una dimensione internazionale. In questa prospettiva, “Figure and wheelbarrow for L’Aquila” entra nello spazio pubblico e nel tessuto urbano come un segno destinato a dialogare con la città che si ricostruisce, con i suoi cittadini e con il suo futuro.
«Abbiamo scelto Ai Weiwei perché è un artista internazionale che utilizza un linguaggio che parla a tutti – ha spiegato il curatore dell’iniziativa Giacinto Di Pietrantonio -. L’opera è nata qui, nel senso che lui è venuto in città che ha girato insieme a noi per trovare l’ispirazione, un motivo per fare un’opera che fosse rappresentativa. Ha visto delle persone che ancora lavorano, benché L’Aquila sia stata in gran parte ricostruita, e allora ha preso una carriola e si è fatto fare tutta una serie di fotografie dalla sua assistente avendo, poi, l’intenzione di farci un’opera».
Un progetto di questa portata è stato possibile grazie alla volontà e alla collaborazione di una pluralità di istituzioni e realtà del territorio. Il loro contributo ha reso possibile portare nel cuore dell’Aquila un’opera nata dall’ascolto e dall’osservazione della città e affidare all’arte contemporanea il compito di costruire un nuovo dialogo tra memoria del sisma, ricostruzione e futuro.
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