21 Settembre 2026 - 18:00:19
di Vanni Biordi
Ad Amatrice il nuovo anno scolastico è iniziato dentro una scuola che racconta più di qualsiasi celebrazione il percorso compiuto dalla comunità dopo il terremoto.
L’istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne ha accolto studenti, insegnanti e istituzioni per la cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Il Capo di Stato ha ricordato, per l’occasione, la sua esperienza scolastica sottolineando come tutto ciò che ha imparato sui banchi, a partire dalla semplice memorizzazione dei testi poetici che da bambino poteva sembrargli cosa noiosa, con il tempo si sia rilevato arma profonda di libertà. E poi l’invito ai giovani ad essere fiduciosi nei confronti del futuro, invito che si fa forte in un periodo storico segnato da incertezze e conflitti.
Il centro della giornata, però, sono stati i ragazzi. Sono loro a vivere ogni giorno una città profondamente cambiata dal sisma del 24 agosto 2016. Dieci anni dopo, Amatrice continua a ricostruire i propri spazi e a fare i conti con una domanda che riguarda molte aree interne: come mantenere una comunità viva quando diminuiscono residenti e servizi. Proprio all’adeguamento sismico guarda un recente decreto del ministro Valditara, che destina 114,4 milioni di euro per l’edilizia scolastica.

Ma la scuola non è soltanto il luogo dove si svolgono le lezioni. È uno degli spazi attraverso cui una comunità mantiene relazioni, garantisce servizi alle famiglie e offre ai giovani un motivo concreto per continuare a vivere nel territorio.
L’istituto Sergio Marchionne è quindi parte della ricostruzione di Amatrice tanto quanto lo sono le abitazioni e gli edifici pubblici.
La presenza di Mattarella ha portato questa realtà al centro dell’attenzione nazionale, ma il significato della giornata è soprattutto nella quotidianità degli studenti. Nei corridoi della scuola si incontra una generazione che il terremoto lo ha conosciuto direttamente o attraverso i racconti delle proprie famiglie. Per loro Amatrice non è soltanto il paese delle immagini del 2016. È il luogo dove studiano, fanno sport, incontrano gli amici e costruiscono le proprie relazioni.
È anche qui che si misura una parte della ricostruzione. Un edificio scolastico può essere ricostruito in tempi definiti. Più complesso è ricostruire le condizioni perché una famiglia scelga di restare e perché un ragazzo possa immaginare il proprio futuro senza dover necessariamente lasciare il paese.
La cerimonia ha dato voce a questa dimensione attraverso gli studenti e la comunità scolastica. Mattarella ha incontrato i ragazzi e gli insegnanti, portando il saluto delle istituzioni in una città che a dieci anni dal sisma continua il proprio percorso di ricostruzione. Oltre al Presidente Mattarella ha visitato l’Istituto e incontrato gli studenti il presidente di Exor, John Elkann.
Il dato più concreto della giornata resta dunque quello di una scuola aperta e piena di studenti. È da qui che Amatrice ha inaugurato il nuovo anno scolastico. È da qui che parte il futuro della “sorellina” dell’Aquila.
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