23 Settembre 2026 - 16:42:45

di Martina Colabianchi

Il dibattito sulla proposta di riforma del sistema elettorale abruzzese targata Marsilio, che prevede un unico collegio unico regionale, approderà all’interno dell’assise civica aquilana.

Lo farà con un ordine del giorno, annunciato dal capogruppo del Partito democratico Stefano Albano, con cui si esprimerà la netta contrarietà dell’opposizione alla proposta del presidente della Regione.

Come noto, l’ipotesi del collegio unico regionale sta facendo molto discutere, con anche alcune amministrazioni orbitanti nell’area del centrodestra che si sono dette contrarie ad un sistema elettorale che, soprattutto per le aree interne, significherebbe una limitazione di rappresentanza.  

L’intero territorio regionale diverrebbe, se la riforma andasse in porto, un unico bacino elettorale venendo così abolita la divisione nelle quattro province. I partiti politici, dunque, si troverebbero a dover presentare liste valide per tutto l’Abruzzo e non più per le singole province.

Principale voce della protesta è il primo cittadino di Avezzano Giovanni Di Pangrazio che, raggiunto dalla nostra redazione, annuncia la presentazione e l’adozione di più ordini del giorno nei vari Consigli comunali (nella Marsica ma non solo) che impegneranno le amministrazioni affinché venga perseguita ogni azione necessaria alla tutela della rappresentatività delle aree interne.

Ancora non si è espresso sul tema il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.

«L’ipotesi di far concorrere i candidati su base regionale e non più provinciale è penalizzante per le zone con una minore densità abitativa e quindi per le aree interne, della provincia dell’Aquila in particolare», afferma Albano. «Gli esempi portati da Marsilio di attuali consiglieri regionali che provengono da piccoli centri dell’entroterra per affermare la tesi per cui il collegio unico non porterebbe disparità sono argomentazioni superficiali».

«Far competere i candidati a livello regionale riduce la possibilità di interi territori di essere rappresentati in Consiglio regionale, se si considera che più dei due terzi della popolazione abruzzese si concentra sulla costa e quasi la metà nell’area metropolitana compresa tra Pescara e Chieti, oltre ad allontanare ulteriormente la politica dai cittadini e da quelle comunità che si sentono già abbandonate».

«Sappiamo bene che anche il centrodestra è diviso sulla proposta del presidente della Regione, pure se alla fine per un insieme di interessi e scambi reciproci viene ricompattato – prosegue Albano -, ma vogliamo che dica chiaramente la sua e vogliamo che si esprima anche il sindaco dell’Aquila, che si autoproclama alfiere delle aree interne e delle città medie, dei comuni dell’Appennino e dei Comuni. Per questo, non abbiamo altri strumenti al di là di portare la discussione nelle sedi istituzionali riducendo le possibilità di propinare i soliti giri di parole utili solo a non assumere una posizione chiara».