23 Settembre 2026 - 15:47:29
di Martina Colabianchi
I problemi interni alla maggioranza aquilana continuano ad agitare il dibattito politico e a rallentare l’attività amministrativa.
Dopo l’impossibilità di svolgere l’ultima seduta del Consiglio comunale a causa dell’assenza dei consiglieri, infatti, a saltare è stata anche la terza Commissione consiliare.
Una seduta che, come sottolineato dai consiglieri di opposizione, era di fondamentale importanza perché riguardante direttamente 153 lavoratrici e lavoratori della Vivenda e diverse decine di lavoratrici e lavoratori dell’AFM, da anni alle prese con una situazione di precarietà e in attesa di risposte sul proprio futuro.
«La Commissione si è riunita su nostra proposta, vista l’inconcludenza del governo cittadino nel dare risposte e nell’affrontare questi problemi – spiegano gli esponenti della minoranza -. Erano presenti anche i vertici delle aziende convocate, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori interessati. È ormai evidente che da mesi la priorità di questa Amministrazione non sembra essere più la città, ma la continua ricerca di nuovi equilibri di potere al proprio interno, tra cambi di gruppo, spostamenti e regolamenti di conti politici.
Il problema è che a pagare il prezzo di queste guerre interne sono i cittadini e i lavoratori».
«La Commissione doveva affrontare i problemi e individuare possibili soluzioni, ma la maggioranza ha fatto mancare il numero legale. È una situazione che non possiamo più accettare né considerare come una normale dialettica politica. Il Consiglio comunale e le Commissioni sono stati eletti per affrontare i problemi della città, non per essere paralizzati dalle divisioni della maggioranza».
«Mentre loro litigano per gli equilibri interni, 153 lavoratori della Vivenda e decine di lavoratori dell’AFM aspettano risposte. E questa volta la responsabilità politica di chi non si è presentato è evidente. Tra gli assenti c’era anche l’assessora Tursini, competente sulle materie affrontate dalla Commissione, assente per altri impegni e ritenendo evidentemente che i problemi discussi oggi non siano prioritari. Per noi, invece – concludono i consiglieri – , lo sono e continueremo a insistere fino a quando non arriveranno risposte e soluzioni».
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