24 Settembre 2026 - 10:57:48

di Angelo Liberatore

Riportare le scuole nel centro storico dell’Aquila è uno dei temi su cui la minoranza comunale chiede da tempo interventi all’amministrazione.

Ora, sul punto, i consiglieri Paolo Romano e Lorenzo Rotellini passano dalla teoria alla pratica.
Pronto un ordine del giorno che individua con chiarezza un’area (l’ex ITAS su viale Duca degli Abruzzi) nella quale ci sarebbe la possibilità di ricostruire un plesso scolastico nuovo al servizio dell’area centrale della città.

La proposta di Romano e Rotellini parte da un assunto, ossia di fatto l’impossibilità di concretizzare il progetto del nuovo polo scolastico nella zona dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, dato che le aree su cui dovrebbero sorgere i fabbricati sono vincolate per finalità sociali.

Fondamentale, per arrivare a concretizzare l’idea di Romano e Rotellini, sarebbe un duplice fronte di dialogo: con la Provincia (che è competente sull’edilizia scolastica delle superiori) e con il Cipess per riallocare i fondi (circa 18 milioni di euro) dal progetto per il polo di Collemaggio a quello per la Carducci all’ex ITAS.

Ad oggi, sull’ex ITAS c’è un progetto di demolizione e ricostruzione con destinazione per i Geometri.
Naturalmente, se andasse in porto la proposta di Romano e Rotellini bisognerebbe ragionare su una soluzione alternativa per ubicare quest’ultima scuola.

Ai consiglieri replica il consigliere comunale e capogruppo di FdI in Consiglio Leonardo Scimia.

«Tanto rumore, poche idee e, soprattutto, tanta confusione. Sul tema delle scuole il centrosinistra, che pure dovrebbe presentarsi unito alle prossime elezioni comunali, continua a muoversi in ordine sparso. E non su una questione marginale, ma su uno dei temi più importanti per il futuro della città – afferma – Nel giro di poco tempo abbiamo ascoltato proposte di ogni genere: c’è chi vorrebbe collocare una scuola nell’area di un parcheggio, chi propone di individuare edifici da demolire e ricostruire in centro storico, chi invece le scuole le vorrebbe dentro i palazzi antichi perché ‘così era una volta’ e chi, come scopriamo oggi, propone di rimettere in discussione interventi già programmati per sostituirli con altri, assicurando contemporaneamente che questo non comporterebbe alcun allungamento dei tempi. Beninteso: quella di Romano e Rotellini rimane probabilmente una delle proposte più centrate tra le tante buttate lì in questi mesi dai loro colleghi. Resta però una domanda: qual è la proposta del centrosinistra sulle scuole? Sarebbe interessante capirlo, ammesso che ce ne sia una comune. Noi siamo disponibili al confronto, ma per confrontarsi occorre almeno sapere su quale proposta».

«La verità è che dopo l’apertura dei nuovi plessi è diventato oggettivamente più difficile continuare a raccontare che sulla ricostruzione scolastica non si stia facendo nulla. Le nuove scuole sono belle, sicure e funzionali e stanno rendendo visibile il grande lavoro portato avanti in questi anni. E allora il bersaglio si sposta: oggi il problema diventerebbe la viabilità. È un tema reale e lo prendiamo seriamente, perché ogni criticità relativa alla sicurezza, agli accessi e ai flussi va affrontata e risolta. Ma da qui a trasformarlo nel problema dei problemi ce ne passa».

«Romano e Rotellini arrivano poi a sostenere che sarebbero venute meno le ragioni utilizzate dall’Amministrazione per non ricostruire le scuole in centro. Peccato che, poche righe dopo, siano loro stessi a ricordare la scuola di viale Giovanni XXIII, riconoscendo quindi l’esistenza di un intervento programmato proprio nel cuore della città. Delle due, l’una: o le scuole in centro sono state ‘depennate definitivamente’, come scrivono, oppure esiste una scuola che l’Amministrazione sta concretamente portando verso la ricostruzione. Entrambe le cose contemporaneamente sono difficili da sostenere – precisa – E su Giovanni XXIII non siamo alle dichiarazioni d’intenti. Una programmazione che, una volta ripresa direttamente in mano dal Comune, sta prendendo forma concreta: il progetto è in fase di verifica e si procederà con la demolizione dell’immobile esistente per arrivare alla successiva gara per i lavori. Quindi le scuole in centro non sono un’intuizione riscoperta oggi dall’opposizione, ma fanno già parte di una programmazione sulla quale questa Amministrazione sta lavorando».

«Arriviamo quindi alla cosiddetta alternativa dell’ex ITAS. La rivoluzione copernicana proposta oggi sarebbe questa: prendere un immobile della Provincia sul quale è già previsto e finanziato un intervento di demolizione e ricostruzione destinato ad ospitare circa 400 studenti e utilizzarlo per ospitare altri studenti, questa volta della scuola media Carducci. Non è chiaro, peraltro, attraverso quale percorso amministrativo e finanziario si dovrebbe modificare un intervento già programmato, coordinandolo con i 18,6 milioni destinati al Polo di Collemaggio, senza perdere risorse e, soprattutto, senza perdere ulteriore tempo – sottolinea – Ma c’è una questione ancora più semplice: dal punto di vista della presenza scolastica, l’ex ITAS è già destinato a tornare ad essere una scuola. Sostituire una popolazione scolastica con un’altra non significa aggiungere una scuola in centro: significa cambiare gli studenti che dovrebbero frequentare un edificio che ha già una destinazione scolastica. Il saldo, da questo punto di vista, resta sostanzialmente zero».

«E soprattutto manca un ragionamento sui numeri. Il Polo di Collemaggio è stato programmato per accogliere insieme San Bernardino, De Amicis e Carducci. Prima di sostenere che una delle tre possa essere semplicemente spostata altrove bisognerebbe partire dai fabbisogni reali, dal numero degli studenti, dagli spazi necessari e dalle conseguenze sull’intera organizzazione del polo. Perché una programmazione scolastica non si modifica spostando una pedina sulla cartina .- specifica – C’è poi Colle Sapone, che nel ragionamento sembra quasi scomparire. Eppure ospita ancora oggi una parte rilevantissima della popolazione scolastica aquilana e rappresenta, per ovvie ragioni, uno dei principali punti di congestione della viabilità cittadina negli orari di ingresso e uscita. Se vogliamo davvero aprire, come chiedono Romano e Rotellini, una discussione ‘vera e corale’ sulla distribuzione delle scuole, allora facciamola su tutta la città, partendo dai numeri e dai reali fabbisogni, non dalla semplice sostituzione di una destinazione scolastica con un’altra».

«Il confronto sulle scuole è utile e siamo disponibili ad affrontarlo nel merito. Ma non può essere una proposta diversa ogni settimana e, soprattutto, una proposta diversa a seconda dell’esponente del centrosinistra che prende la parola. La città ha bisogno di programmazione, dati, tempi certi e opere realizzabili. Su questo siamo pronti a confrontarci con tutti». conclude Scimia.