25 Settembre 2026 - 15:40:40

di Andrea Di Paolo

Rinnovare una missione di ricordo e celebrazione delle donne che hanno contribuito a scrivere la nostra Carta Costituzionale. È questa la base della proposta arrivata sul tavolo della Giunta aquilana da parte delle consigliere comunali Stefania Pezzopane e Simona Giannangeli. Una proposta che muove le sue basi dal ricordo di Maria Agamben Federici, madre costituente nata e vissuta a L’Aquila, una figura la cui celebrazione, ad oggi, non viene valorizzata adeguatamente.

«È stata eletta nell’assemblea costituente del 46 e – commenta Stefania Pezzopane – ha partecipato in forma assolutamente attiva non solo all’elaborazione della Costituzione ma lei è stata proprio nel gruppo ristrettissimo che ha curato parola per parola articoli fondamentali. La città dell’Aquila ha una strada a lei dedicata ma noi vogliamo fare un salto di qualità perché a 80 anni dal primo voto politico delle donne, a 80 anni dalla Costituzione, sentiamo addosso a noi – chiude – un attacco alle libertà delle donne».

Non solo Agamben Federici, però, all’interno della proposta presentata oggi. Perché nel luogo immaginato da Pezzopane e Giannangeli trovano spazio anche altre le altre 20 madri costituenti, proprio per garantire uno spazio di riflessione e commemorazione dedicato al ruolo che le donne hanno giocato nell’impostazione dei valori su cui poggia l’Italia. Un luogo che, se la proposta dovesse essere accolta, dovrà essere inquadrato di concerto con il Consiglio comunale, ma che viene immaginato come un area verde, con un albero per ogni donna commemorata.

«Con questo ordine del giorno – commenta Simona Giannangeli – vogliamo proprio proporre al sindaco alla Giunta di impegnarsi a individuare un luogo della città importante, simbolico dal punto di vista politico dove dedicare 21 alberi con i 21 nomi delle madri costituenti. Un luogo fisico, un luogo verde è sinonimo di una propulsione alla vita e anche alla protezione di questa vita. Chiediamo – va avanti – con questo ordine del giorno proprio che vengano coinvolte tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado affinché, all’interno dei percorsi didattici di anno in anno concepiti, possa essere introdotta anche la possibilità di parlare del futuro luogo che auspichiamo venga creato. Vorremmo fare di queste 21 donne – conclude – dei punti di riferimento storico, politico e sociale per la crescita e la formazione di chi questa città la dovrà abitare».