28 Settembre 2026 - 19:20:21
di Tommaso Cotellessa
«Basta annunci, si convochi una commissione e ci si confronti davanti ai 46 lavoratori e alle organizzazioni sindacali». È duro l’intervento del consigliere comunale di L’Aquila Nuova, Paolo Romano, che torna sulla vertenza Aura e attacca il consigliere delegato alle Politiche del lavoro, Frullo, dopo la richiesta di una «risposta urgente» sulla situazione occupazionale.
«Ci vuole parecchia faccia tosta per fare dichiarazioni come quelle del consigliere Frullo, fino a prova contraria uomo della maggioranza», afferma Romano, che contesta all’amministrazione comunale di non aver ancora convocato, dallo scorso aprile, una Commissione o una Conferenza dei capigruppo dedicata alla vertenza.
Secondo il consigliere di opposizione, il confronto dovrebbe coinvolgere direttamente lavoratori, organizzazioni sindacali, nuova proprietà e Regione, con l’obiettivo di affrontare non soltanto l’emergenza occupazionale, ma anche le prospettive industriali dell’azienda.
«È quello che chiedo da mesi – prosegue Romano – non limitandomi a denunciare il problema, ma indicando anche una strada: capire le condizioni del rilancio, affrontare il nodo del Tecnopolo, verificare ogni possibilità legata a Restart 2, accompagnare il nuovo investimento e soprattutto costruire un percorso che consenta di tutelare l’intero perimetro occupazionale».
Al centro della richiesta resta dunque la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e la necessità, secondo Romano, di verificare le prospettive immediate e di medio periodo per i dipendenti.
«Fare buona politica e avere una visione industriale della città permette di non limitarsi a commentare una vertenza occupazionale come si farebbe al bar», incalza il consigliere. «Come opposizione ci siamo sempre stati e continueremo a esserci, ma diciamo basta agli annunci».
Da qui la richiesta rivolta direttamente a Frullo e alla maggioranza di convocare una seduta della commissione competente alla presenza dei 46 lavoratori e delle organizzazioni sindacali, così da chiarire anche quali strumenti possano concretamente essere messi in campo dal Comune.
«In quella sede potremo capire cosa il Comune può realmente fare – conclude Romano –. Il rischio, altrimenti, è che anche Aura diventi l’ennesima vetrina politica senza prospettive, mentre i lavoratori continuano ad aspettare risposte sul futuro».
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