29 Settembre 2026 - 11:53:25
di Marianna Galeota
Oltre trent’anni di presenza all’Aquila dentro una storia industriale iniziata più di 130 anni fa a Milano.
Un percorso che ha accompagnato la crescita di Dompé fino a una dimensione internazionale e che oggi vede il polo di Campo di Pile al centro delle attività produttive e scientifiche dell’azienda.
È questa la prospettiva della mostra “Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo”, promossa dalla Fondazione Dompé con il patrocinio del Comune dell’Aquila e del Consiglio regionale dell’Abruzzo, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura.
Attraverso fotografie, documenti provenienti dall’Archivio Storico della Fondazione Dompé e contenuti multimediali, il percorso espositivo racconta le tappe di questa storia, dalla Farmacia Centrale di piazza della Scala, a Milano, rilevata alla fine dell’Ottocento, fino allo sviluppo del polo biotecnologico aquilano. Un itinerario che intreccia impresa, scienza, territorio e grafica d’autore e arriva fino al presente, con la produzione a L’Aquila di un farmaco basato sul Fattore di Crescita Nervoso (NGF), la proteina scoperta da Rita Levi-Montalcini e Stanley Cohen, ai quali fu assegnato il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1986.
Il legame con L’Aquila nasce nel 1993 con l’apertura dello stabilimento di Campo di Pile e si sviluppa nel corso dei decenni attraverso investimenti, competenze e attività di ricerca e produzione. Oggi il polo aquilano rappresenta uno dei nodi della presenza internazionale di Dompé e raggiunge, con i suoi prodotti, oltre 40 Paesi.
«Abbiamo voluto cogliere l’occasione di questa bellissima annata che vede AQ al centro della cultura, per raccontare la nostra storia. Noi siamo milanesi siamo, nati a Milano in Piazza della scala circa 130 anni fa e poi ci siamo evoluti. Siamo rimasti un’azienda milanese, ma nei primissimi anni 90, abbiamo sentito la necessità di avere un polo produttivo super aggiornato, con le tecnologie più evolute e abbiamo cercato quindi una nuova casa e la casa l’abbiamo trovata qui all’Aquila. L’Aquila innanzitutto per la qualità delle delle persone, delle maestranze, per un territorio che è bellissimo, per la qualità dell’aria, per la qualità dell’acqua. Dal ’93 noi siamo diventati cittadini dell’Aquila e lo siamo con un senso di orgoglio, con un senso di appartenenza, perché gli aquilani, lo sapete meglio di me, non sono facili da conquistare, ma quando li conquisti e poi hanno dei criteri di affidabilità, di correttezza, di perseveranza che non sempre in altre aree ci sono – ha dichiarato Sergio Dompé, presidente esecutivo di Dompé farmaceutici e
dell’omonima Fondazione – Lavoriamo molto bene lavoriamo molto bene con le istituzioni, con le forze dell’ordine con i vigili del fuoco e soprattutto con i nostri lavoratori che sono capaci di renderci competitivi. Siamo molto grati per questo. Da questo stabilimento oggi parte una buona parte dell’export che l’Abruzzo fa: esportiamo ormai quasi in 90% della nostra produzione, principalmente verso gli Stati Uniti e quindi con un beneficio molto importante per l’area e per il nostro Paese» .
Uno sguardo poi alla situazione geopolitica e alle eventuali conseguenze sulla produzione: «Non ne abbiamo risentito – ha aggiunto – Abbiamo aumentato egli ultimi cinque anni del 300% il nostro export. Oggi le sfide che ci sono e le tensioni creano sicuramente molti dubbi per il futuro. Noi cerchiamo di combatterli impegnandoci ancora di più nella ricerca, nella qualità di quello che facciamo, nel cercare di tenere i costi bassi e la qualità alta e di investire sui giovani con le borse di studio, soprattutto per chi sceglie materie complesse che mettono insieme medicine ingegneria. Abbiamo già più di 230 borse di studio e le porteremo nei prossimi anni a 500».
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale applicata al settore farmaceutico ha quindi sottolineato: «Noi siamo stati tra i primi che hanno fatto investimenti su questo, da più di 10 anni come una piattaforma Excalate che ha già dato degli importanti risultati. La cosa poi che deve fare la differenza è quello che riesci a fare di delta rispetto agli altri, perché è chiaro che tutti si stanno impegnando moltissimo. E’ un elemento competitivo: non vale quello che uno ti racconta, vale la differenza che sei in condizioni di fare sul mercato».
La mostra, aperta fino al 2 ottobre 2026 con ingresso libero, si articola in due sezioni: la prima
dedicata a Milano e alle origini dell’azienda, la seconda alla storia del Polo Dompé a L’Aquila
Il racconto parte dalla Farmacia Centrale Dompé di piazza della Scala a Milano, rilevata alla fine
dell’Ottocento, e dalle prime specialità del fondatore Onorato Dompé. Con il figlio Franco l’azienda
compie nel dopoguerra il salto industriale: dopo i bombardamenti del 1944 che colpirono la storica
sede di via San Martino, è lui a guidarne la ricostruzione e a inaugurare nel 1951 il nuovo
stabilimento milanese, avviando la stagione della moderna produzione farmaceutica. A quegli anni
risale anche l’incontro con la grande grafica italiana: in mostra le copertine e le campagne
pubblicitarie firmate dal designer Franco Grignani, direttore artistico di Bellezza d’Italia, la rivista
aziendale destinata ai medici.
La seconda sezione segue le tappe del polo Dompé di Campo di Pile: dall’inaugurazione del 21
giugno 1993, alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, fino alla nascita
degli stabilimenti biotech destinati alla ricerca e alla produzione di un farmaco per una rara patologia
della cornea basato sul Fattore di Crescita Nervoso (Nerve Growth Factor o NGF). Tra i materiali
esposti anche un ampio articolo del 1949 firmato dallo scrittore abruzzese Giovanni Titta Rosa sulle
pagine di Bellezza d’Italia, dedicato a L’Aquila e all’Abruzzo.
Il percorso si chiude con la nascita della Fondazione Dompé, che oggi custodisce la memoria
storica dell’azienda e la proietta nel futuro attraverso un network internazionale di giovani talenti
della ricerca sostenuti con borse di studio in Italia e negli Stati Uniti.
«Siamo particolarmente onorati che gli spazi del Consiglio regionale siano stati scelti per questa mostra a suggello delle iniziative per l’anniversario dei trent’anni di questa grande azienda di livello globale – ha detto Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale – Credo che la scelta della Dompé sia assolutamente voluta, appunto per restringere i suoi rapporti a cui tengono moltissimo. Devo dire che la regione Abruzzo e con la città dell’Aquila: io ricordo perfettamente anche le fasi del terremoto, quando Dompé fu tra le prime aziende a fornire qualsiasi tipo di aiuto, primo tra tutti non pensare neanche lontanamente di dismettere la sua produzione da questo sito, ma anzi rilanciarla. Per noi è una eccellenza e all’interno del polo farmaceutico d’eccellenza dell’Abruzzo che è uno dei target maggiormente performanti dell’export abruzzese, quindi siamo noi molto onorati che, ancora una volta, con questo gesto simbolico si sia voluto restringere moralmente un rapporto molto forte con la nostra regione e città dell’Aquila».
Il centro produttivo di Campo di Pile è frutto di una strategia di investimenti di lungo periodo che,
nell’arco di oltre tre decenni, ha accompagnato la crescita internazionale dell’azienda. Il plant è in
grado di coprire l’intero processo di Drug Discovery, dalle prime fasi di ricerca allo sviluppo clinico.
Lo stabilimento si estende su oltre 170.000 m² e impiega più di 300 dipendenti, di cui il 40% donne
e il 46% laureati o PhD. Sono 9 le linee produttive, di cui otto per molecole di sintesi e una biotech
con 700 milioni di dosi e 45 milioni di confezioni l’anno distribuite in oltre 40 Paesi.
Negli ultimi cinque anni Dompé ha destinato oltre 50 milioni di euro allo sviluppo dello stabilimento dell’Aquila, ampliandone la capacità produttiva e introducendo impianti di ultima generazione. La crescita del polo aquilano si inserisce in un più ampio percorso di sviluppo internazionale dell’azienda.
Dompé ha chiuso il 2025 con circa 2 miliardi di dollari di ricavi lordi di Gruppo, segnando una crescita delle vendite di sette volte rispetto al 2018. Il piano 2026-2030 prevede un’ulteriore crescita di 1,9 volte rispetto al 2025, mentre gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono quintuplicati dal 2018. Con circa 1.100 collaboratori nel mondo e 11 nuovi studi clinici avviati solo negli ultimi due anni, l’azienda è passata da realtà farmaceutica europea a biotech globale.
La Fondazione Dompé nasce nel 2020 su iniziativa di Sergio Dompé, presidente esecutivo
dell’omonima azienda biofarmaceutica. Con sede a Milano, la Fondazione ha due obiettivi:
abbattere le barriere socioeconomiche all’educazione universitaria e promuovere lo sviluppo delle
professioni del futuro nell’ambito delle discipline STEM, con particolare attenzione alle scienze
della vita, contribuendo al progresso scientifico.
Con oltre 230 borse di studio assegnate e 18 milioni di euro investiti, con l’obiettivo di raggiungere 30 milioni entro il 2030, la Fondazione sostiene studentesse e studenti di ogni nazionalità attraverso un network di università di eccellenza in Italia e all’estero. I programmi sono attivi in Italia dal 2020 e negli Stati Uniti dal 2021 e comprendono borse di studio e assegni di ricerca per percorsi di laurea magistrale, dottorato e post-dottorato. Tra gli atenei coinvolti figurano Yale University, Harvard Medical School, Stanford University, University of California San Francisco e Washington University in St. Louis negli Stati Uniti, oltre alle Università di Bologna, Padova e Pavia in Italia. La Fondazione Dompé promuove inoltre il progetto dell’Archivio storico Dompé, avviato nel 2020 per tutelare e valorizzare la storia di un’azienda da sempre guidata dal desiderio di innovare.

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