30 Settembre 2026 - 09:53:04
di Marianna Galeota
La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca guarda all’Abruzzo per uno dei programmi più significativi della propria strategia di sviluppo scientifico: arrivare entro il 2027 all’apertura di un centro di ricerca dedicato ai sistemi evoluti di intelligenza artificiale, con una struttura orientata alla ricerca applicata, alla sperimentazione tecnologica, alla formazione avanzata e alla costruzione di nuove professionalità.
Il progetto nasce, si legge in una nota della Fondazione, «con l’obiettivo di collegare ricerca e territorio, evitando che il centro venga concepito come una semplice infrastruttura. La prospettiva è costruire progressivamente un ecosistema nel quale competenze scientifiche, formazione, capacità tecniche e opportunità professionali crescano insieme, anche attraverso collaborazioni con università, imprese, professionisti e centri di ricerca».
Nella fase preparatoria sono già state individuate 30 posizioni di potenziale candidatura. Si tratta di profili destinati a percorsi di valutazione, orientamento e formazione, con la possibilità di essere successivamente coinvolti nelle attività connesse allo sviluppo e all’operatività del centro.
Le aree potranno comprendere ricerca, sviluppo informatico, gestione e analisi dei dati, supporto tecnico, organizzazione scientifica e funzioni collegate ai programmi di sperimentazione.
A sostenere con particolare convinzione il progetto è Massimiliano Nicolini, che individua nell’Abruzzo un territorio con caratteristiche favorevoli allo sviluppo di una nuova stagione di innovazione tecnologica, grazie alla presenza di competenze universitarie, cultura scientifica, esperienze industriali e capacità di costruire percorsi rivolti alle nuove generazioni.
«L’Abruzzo ha una forte vocazione innovatrice e possiede caratteristiche che, a mio avviso, lo rendono uno dei territori sui quali vale la pena investire in termini di ricerca, formazione e sviluppo tecnologico – afferma Nicolini – Non dobbiamo pensare che l’intelligenza artificiale e le tecnologie più avanzate possano essere sviluppate soltanto nelle grandi città o all’interno dei grandi poli internazionali. Esistono territori capaci di offrire competenze, qualità scientifica, capacità industriale e soprattutto giovani sui quali costruire il futuro. L’Abruzzo è uno di questi».
Il programma non è orientato al semplice utilizzo delle piattaforme di intelligenza artificiale oggi più diffuse. L’interesse scientifico riguarda sistemi evoluti capaci di interagire con dati, strumenti, sensori, ambienti e altri sistemi artificiali all’interno di processi complessi. Le attività potranno includere architetture multimodali, sistemi di ragionamento, agenti artificiali, computer vision, analisi avanzata dei dati, modelli distribuiti e interazione uomo-macchina.
L’impostazione prevista è interdisciplinare. Le tecnologie di intelligenza artificiale potranno essere studiate in relazione ad ambiti differenti, tra cui bioinformatica, medicina, analisi territoriale, sicurezza informatica, sistemi immersivi, robotica, sensoristica e supporto avanzato alle decisioni, mantenendo al centro la verifica dei risultati e la responsabilità nell’impiego delle tecnologie.
Per la Fondazione, «la crescita del centro dovrà procedere insieme alla costruzione delle competenze. L’obiettivo non è soltanto individuare personale già formato, ma offrire percorsi nei quali i candidati possano comprendere come nasce un sistema tecnologico, come vengono gestiti i dati, come si valutano gli errori e quali verifiche sono necessarie prima che una soluzione possa essere considerata affidabile e operativa. La scelta dell’Abruzzo risponde anche alla volontà di sperimentare un modello di innovazione distribuita, fondato su poli territoriali specializzati capaci di lavorare in rete con soggetti nazionali e internazionali. Le infrastrutture digitali, il cloud e i sistemi di calcolo consentono oggi di costruire laboratori connessi a reti scientifiche più ampie, mantenendo sul territorio la componente umana, formativa e professionale del progetto».
«Un territorio cresce veramente quando non si limita a ricevere innovazione, ma diventa capace di produrla», sottolinea Nicolini. «Dobbiamo creare luoghi nei quali un giovane possa entrare, imparare, lavorare con tecnologie avanzate e decidere di costruire qui una parte del proprio futuro professionale».
Il programma individua nel 2027 l’orizzonte per arrivare alla costituzione operativa del centro. Il percorso comprenderà l’individuazione della sede, la predisposizione delle infrastrutture tecnologiche, lo sviluppo delle collaborazioni, la definizione dei programmi scientifici e la progressiva costruzione del gruppo di lavoro. Le 30 posizioni di potenziale candidatura rappresentano uno dei primi elementi concreti di questa impostazione.
La finalità è «contribuire a fare dell’Abruzzo uno dei territori italiani nei quali sperimentare una nuova generazione di sistemi di intelligenza artificiale e, nello stesso tempo, formare le persone chiamate a progettarli, verificarli e governarli. Per la Fondazione, la sfida non riguarda soltanto la capacità di utilizzare l’IA, ma la possibilità di sviluppare sul territorio le conoscenze necessarie per comprenderla e costruirla».
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