01 Ottobre 2026 - 11:23:22

di Marianna Galeota

«In Regione Abruzzo decine di lavoratrici e lavoratori aspettano da mesi, se non addirittura anni, il pagamento degli incentivi per le funzioni tecniche. Sono i compensi che la legge, il Codice dei Contratti Pubblici, riconosce a chi, dentro l’Ente, programma le opere, prepara le gare, segue i cantieri e ne controlla la corretta esecuzione».

Lo denuncia Luca Fusari, segretario generale FP CGIL Abruzzo Molise che spiega, «Parliamo di attività già svolte e già accertate, spesso su interventi strategici finanziati con fondi nazionali ed europei, come quelli per la difesa del territorio e della mitigazione del rischio idrogeologico. Eppure, i pagamenti restano sospesi, con una semplice nota interna, in attesa di un contratto integrativo che non è ancora definito».

«Il lavoro fatto va pagato, e va pagato nei tempi previsti dalle norme – aggiunge – Non si può chiedere ai tecnici regionali di garantire risultati, rispettare scadenze e rendicontare fondi pubblici, e poi lasciarli senza risposte su quanto gli spetta per legge. È una questione di rispetto per la professionalità interna,
quella che fa risparmiare alla Regione il ricorso a consulenti esterni.»

C’è poi un aspetto che riguarda tutta la comunità regionale, non solo i lavoratori.

«Molti di questi interventi sono finanziati con fondi FSC, e gli incentivi tecnici fanno parte a pieno titolo del quadro economico approvato e finanziato. Se non vengono liquidati entro i tempi della rendicontazione finale, quella quota non può essere rendicontata. Il rischio concreto è che la Regione debba restituire allo Stato risorse già ottenute – prosegue – Bloccare questi pagamenti non fa risparmiare nulla. Si rischia anzi di perdere fondi destinati all’Abruzzo e ai suoi territori. Tenere ferme
le liquidazioni significa mettere a rischio risorse pubbliche già assegnate, e questo nessuno può
permetterselo.»

La FP CGIL ricorda che la stessa avvocatura regionale, attraverso un suo parere, «ha indicato una
strada percorribile per liquidare le somme maturate prima della sottoscrizione definitiva del nuovo
contratto nazionale. I criteri di riparto del 2018 erano stati, a suo tempo, approvati in delegazione
trattante. La strada quindi c’è: serve la volontà di percorrerla».

«E’ necessario che la Regione provveda allo sblocco immediato delle liquidazioni già svolte e
accertate in modo che nessuna risorsa FSC vada perduta – conclude -Chiediamo certezza delle regole e certezza dei diritti, la valorizzazione del personale interno non è un costo, è un investimento sulla capacità della Regione di spendere bene e in tempo le risorse pubbliche. Su questo la FP CGIL non farà passi indietro».