02 Ottobre 2026 - 16:38:31
di Martina Colabianchi
È convocato per il prossimo 9 ottobre in Prefettura il tavolo sulla vertenza relativa al servizio di refezione scolastica del Comune dell’Aquila, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte della Filcams Cgil per i circa 150 lavoratori di Vivenda Spa.
Al centro vi sono problematiche che, secondo il sindacato, si trascinano ormai da circa quattro anni e che riguardano principalmente la sicurezza sul lavoro e la logistica e le condizioni economiche dei dipendenti.
A causa dei divieti di accesso ai veicoli introdotti nelle scuole dopo la tragedia dell’asilo Primo Maggio, in molti plessi gli operatori sono costretti a trasportare i pasti a piedi dalla strada, lavorando in aree esposte al traffico di auto e pedoni. A questo, come detto, si aggiunge anche la questione economica: mel periodo estivo di stop del servizio (giugno-settembre), i dipendenti restano senza retribuzione e non possono accedere alla NASpI. Inoltre, con stipendi che durante l’anno si aggirano intorno ai 500 euro mensili, l’azienda non ha trovato accordi per concedere le ferie in estate né per garantire forme di sostegno al reddito.
Sulla celere convocazione del tavolo in Prefettura si sono espressi i gruppi di opposizione in Consiglio comunale, che da mesi avevano chiesto l’apertura di un confronto in quella sede dopo che le problematiche erano state affrontate per oltre due anni anche attraverso le riunioni e le audizioni della III Commissione consiliare.
La richiesta era stata formalizzata anche nell’ordine del giorno presentato dalla consigliera Stefania Pezzopane, a prima firma e sottoscritto da tutti i gruppi di opposizione. Proprio perché cosa nota, insomma, per le opposizioni si poteva e doveva intervenire prima.
L’ordine del giorno chiedeva l’attivazione di un tavolo istituzionale permanente, una verifica plesso per plesso delle modalità di consegna, sopralluoghi e procedure condivise per garantire la sicurezza di lavoratori, personale scolastico e studenti.
Il documento propone, inoltre, di lavorare a un progetto di “Scuola aperta d’estate”, anche per favorire, laddove possibile, una maggiore continuità dei servizi e del lavoro.
«Noi chiedevamo da mesi al presidente della III Commissione Frullo di concordare l’incontro con il Prefetto proprio per evitare che si arrivasse allo stato di agitazione. Nell’ultima riunione del 23 settembre era stato annunciato che si sarebbe proceduto a contattare il Prefetto, ma dopo una settimana non era ancora stato convocato alcun incontro. Alla fine, sono dovuti intervenire i sindacati», sottolineano le opposizioni.
«Vogliamo ringraziare la CGIL per la tenacia, ma anche per la pazienza dimostrata in questi due anni di riunioni, confronti e audizioni. Le lavoratrici e i lavoratori hanno continuato a chiedere risposte e a segnalare problemi che conosciamo da tempo. Ci auguriamo davvero che il 9 ottobre sia finalmente la volta buona e che dal tavolo in Prefettura possa partire un percorso concreto per risolvere questa situazione», dichiarano i gruppi di opposizione. «Con maggiore attenzione e tempestività da parte del centrodestra e della presidenza della III Commissione si sarebbe potuto evitare di arrivare a uno stato di agitazione. È una situazione che rischia di ripercuotersi non solo sui lavoratori, ma anche sull’organizzazione del servizio e quindi sugli studenti e sulle famiglie».
«Ora il tavolo del 9 ottobre deve essere l’occasione per affrontare finalmente tutti i nodi della vertenza e costruire una soluzione strutturale. Servono risposte sulla sicurezza, sulle condizioni di lavoro e sulla continuità reddituale, con tempi certi e senza ulteriori rinvii. Che sia davvero la volta buona», concludono.
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