02 Ottobre 2026 - 11:46:57

di Martina Colabianchi

Dal 2020 al 2026, tra esportazioni e importazioni, emerge per l’Abruzzo un saldo positivo per 3 miliardi e 343 milioni di euro.

A dirlo sono i dati raccolti dall’Osservatorio sull’economia regionale, presentato da CNA Abruzzo e dal Dipartimento DiSEG dell’Università D’Annunzio.

Al centro dell’incontro uno studio sul saldo commerciale dell’Abruzzo nel periodo 2020-2025, con un focus sui primi sei mesi del 2026.

«L’Abruzzo ha un’economia molto trainante da questo punto di vista, perché il saldo commerciale su quasi tutti i settori è positivo», ha spiegato il direttore della CNA Abruzzo, Silvio Calice. Il dato, ha sottolineato, è però “polarizzato”, con farmaceutico e automotive a fare da traino: il primo soprattutto in provincia dell’Aquila, il secondo nel Chietino.

I principali mercati di riferimento sono quelli europei, con Francia e Germania in testa. Sul fronte delle importazioni emerge invece una dipendenza dalla Cina, da cui provengono materie prime e altri prodotti.

«Alcuni settori mostrano ancora fragilità», ha aggiunto Calice, citando in particolare il comparto del legno e i settori del Made in Italy legati alle piccole e medie imprese. Per la CNA è quindi necessario rafforzare le politiche di sostegno e proseguire con le missioni all’estero, con l’obiettivo di rendere meno dipendente da pochi comparti la crescita dell’economia regionale.

Per Davide Quaglione, direttore del Dipartimento DiSEG, l’Osservatorio può diventare «un presidio stabile di creazione di conoscenze», utile alle imprese e alle istituzioni per assumere decisioni più consapevoli.