02 Ottobre 2026 - 16:24:46
di Vanni Biordi
L’Abruzzo resta dentro la geografia dell’illegalità ambientale italiana mentre a livello nazionale il business delle ecomafie raggiunge 11,5 miliardi di euro. È il quadro del rapporto Ecomafia 2026, curato dall’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che analizza i reati accertati nel 2025. In Italia sono stati registrati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto all’anno precedente, a fronte di oltre 1,46 milioni di controlli. Gli illeciti amministrativi sono però saliti a 77.895, con un aumento dell’11,4%.
Il dato nazionale restituisce un fenomeno che resta economicamente rilevante. La gestione illegale dei rifiuti torna al primo posto con 10.914 reati accertati. Seguono gli illeciti legati al ciclo del cemento, mentre crescono del 10,7% i reati legati agli incendi boschivi e alla vegetazione. Nel 2025 sono inoltre aumentati gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, arrivati a 76 casi.
Per l’Abruzzo il rapporto va letto alla luce della posizione geografica e della presenza di aree naturali, infrastrutture, attività produttive e territori interessati da trasformazioni urbanistiche. La regione era al 14° posto nella precedente edizione del rapporto, riferita ai dati 2024. In quell’anno erano stati registrati 1.319 reati ambientali, secondo i dati riportati nella sintesi regionale del rapporto Ecomafia 2025. Il tema assume anche un rilievo politico. La gestione dei rifiuti, gli appalti pubblici, l’edilizia e le autorizzazioni ambientali sono settori nei quali le amministrazioni devono garantire controlli efficaci e procedure trasparenti.
Il rapporto nazionale registra 75 inchieste giudiziarie sulla cosiddetta corruzione ambientale tra maggio 2025 e aprile 2026, con 1.066 persone denunciate, 307 arresti e 151 sequestri.
Oltre la metà delle indagini ha riguardato Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Per la politica abruzzese il punto riguarda quindi la capacità di prevenire l’infiltrazione dell’economia illegale nei settori che muovono risorse pubbliche e private. Legambiente chiede tra le altre misure il rafforzamento dei controlli ambientali, un piano nazionale contro l’abusivismo e nuove norme per contrastare le attività illecite legate ai rifiuti e agli appalti.
Il presidente di Legambiente Abruzzo Gianluca Casciato aveva già chiesto maggiore attenzione ai controlli e ai contrappesi contro criminalità e corruzione negli appalti.
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