05 Ottobre 2026 - 14:56:33

di Tommaso Cotellessa

«Una risposta gravemente insufficiente, dalla quale emergono notizie gravi». È il giudizio della consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane dopo la discussione in Consiglio comunale della sua interrogazione sulla demolizione dell’ex Istituto d’Arte «Fulvio Muzi», sulla sistemazione temporanea dell’area a parcheggio e sulla destinazione dell’ex Catasto a sede di uffici comunali.

Pezzopane contesta innanzitutto l’assenza di una risposta politica da parte dell’Amministrazione. Secondo la consigliera, infatti, in aula sarebbe stato sostanzialmente illustrato il parere tecnico dei dirigenti senza affrontare il merito politico delle scelte compiute.

«Su questioni che hanno certamente rilevanza tecnica, ma che riguardano anche il valore politico delle scelte dell’Amministrazione, non c’è stato alcun confronto», afferma l’esponente dem, che punta poi l’attenzione sulla futura organizzazione delle sedi comunali.

La documentazione degli uffici ricorda che l’ex Catasto è stato acquisito attraverso una permuta deliberata dal Consiglio comunale nel 2024, attribuendo all’immobile un valore di 5 milioni 228mila euro, a fronte della cessione di 12 abitazioni equivalenti. Per Pezzopane, tuttavia, dalla risposta non emergerebbe un disegno complessivo sulla distribuzione degli uffici e resterebbe senza risposta anche la domanda sul numero di dipendenti destinati a trovare posto nell’immobile.

«Non avete chiarito quale sia oggi il progetto sulle sedi comunali, come intendete utilizzare le risorse che erano state individuate per la sede unica e quale sia la prospettiva complessiva», sostiene la consigliera.

Altro capitolo riguarda l’ex Istituto Fulvio Muzi. Secondo quanto precisato dagli uffici, la demolizione dell’edificio non comporta l’abbandono del progetto di ricostruzione del polo culturale, che rimane nella programmazione della ricostruzione pubblica per un importo complessivo di 24,786 milioni di euro. La demolizione costituisce una prima fase dell’intervento e non è stata approvata alcuna variante urbanistica per trasformare definitivamente l’area in un parcheggio.

Chiarimenti che, secondo Pezzopane, non sciolgono però i dubbi sul futuro dell’area. «Dite che il parcheggio è provvisorio e che non sostituisce il polo culturale. Ma allora vorrei capire concretamente quale sia il progetto del secondo lotto, cosa si intenda realizzare e in quali tempi».

La consigliera ha chiesto inoltre di acquisire la documentazione relativa alle condizioni dell’ex Muzi che hanno determinato la scelta di procedere prioritariamente con la demolizione. La relazione tecnica parla di un forte stato di abbandono e di estremo degrado dell’immobile. «Voglio vedere le carte che attestano la pericolosità dell’edificio. Chi ha certificato che era pericoloso? Quali sono gli atti e le valutazioni che hanno portato a questa decisione?».

Resta infine il tema della memoria di Fulvio Muzi. Prima della demolizione, secondo quanto riferito dagli uffici, è stata avviata un’interlocuzione con l’Istituto «Andrea Bafile» per recuperare il materiale presente nell’edificio. Il 3 luglio scorso sono state inoltre riconsegnate alla scuola le lettere bronzee della grande scritta sulla facciata che riproduceva la firma dell’artista aquilano.

Un intervento che Pezzopane considera insufficiente: «Quella storia andava recuperata integralmente. Qui c’è la storia di una persona, di un artista, di un insegnante e di una parte importante della storia culturale di questa città».

La consigliera ha quindi ribadito la propria «totale insoddisfazione» per le risposte ricevute, annunciando ulteriori iniziative: «Alla luce di questa risposta, e sicura di avere il consenso delle colleghe e dei colleghi, invierò agli organi competenti l’interrogazione e la risposta ricevuta».