08 Ottobre 2026 - 11:00:01
di Martina Colabianchi
L’Aquila è una città in ricostruzione, ma anche in profonda trasformazione urbana.
Da questo concetto si è partiti nell’appuntamento “Costruire città future. Città medie, innovazione e nuovi modelli di governo urbano”, promosso da Ance Abruzzo e Ance L’Aquila in collaborazione con il Comitato di Coordinamento L’Aquila 2026. Al centro del dibattito il futuro delle città e della filiera del costruito, con un focus particolare sul ruolo che proprio L’Aquila può assumere come laboratorio di innovazione.
Protagonista della mattinata all’Auditorium del Parco del Castello è stato Carlo Ratti, fondatore dello studio internazionale Carlo Ratti Associati, curatore della 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2025.
Al centro del confronto, l’ingresso sempre più concreto dell’intelligenza artificiale nel mondo fisico e il ruolo di sensori, dati e sistemi di monitoraggio nella comprensione e nella gestione della città in tempo reale. Una trasformazione che non riguarda più soltanto le grandi metropoli: proprio le città medie, grazie a una scala più agile e a una maggiore prossimità tra amministrazioni, comunità e sistema produttivo, possono diventare luoghi di sperimentazione, capaci di testare nuovi modelli urbani e di attrarre competenze, giovani e investimenti.

«Città del Futuro rientra in un programma più ampio dei costruttori – spiega Enrico Ricci, presidente di Ance Abruzzo – e che va oltre il costruire. Un confronto culturale con le altre realtà».
In particolare, Ratti ha approfondito il tema del contributo che sensoristica, intelligenza artificiale e nuove infrastrutture digitali possono offrire alla manutenzione preventiva di edifici e infrastrutture.
«Oggi, con il lavoro flessibile, anche le città medie hanno nuove opportunità – ha spiegato Ratti -. Quindi è possibile, per una città come L’Aquila e per molte città in condizioni simili, assumere una posizione nuova all’interno dell’economia globale. Oggi i dati ci permettono di leggere le città in maniera nuova, dimensioni che era impossibile misurare fino a qualche anno fa oggi diventano la base fondamentale per i progetti in cantiere e per pensare alle città di domani».

Una prospettiva che, come sottolineato, trova a L’Aquila un terreno particolarmente significativo. Dopo la lunga stagione della ricostruzione, la sfida si sposta infatti dalla realizzazione delle opere alla capacità di prendersi cura nel tempo del patrimonio ricostruito, rafforzandone sicurezza, efficienza e resilienza. Il percorso aquilano ha già fatto dell’innovazione tecnologica, della sicurezza antisismica e dell’efficienza energetica elementi centrali della ricostruzione; oggi la città può interrogarsi su come questo patrimonio di conoscenze possa diventare la base di una nuova fase di sviluppo.
Ma il tema delle nuove infrastrutture digitali riguarda direttamente anche la filiera delle costruzioni: progettisti, imprese e amministrazioni sono chiamati a confrontarsi con strumenti capaci di monitorare lo stato delle opere e con nuovi materiali e processi orientati alla circolarità. In un Paese caratterizzato da un patrimonio edilizio e infrastrutturale in larga parte già costruito, la priorità diventa sempre più rigenerare, adattare e mantenere ciò che esiste, oltre che realizzare nuove opere.
«La riflessione parte dal laboratorio della ricostruzione, laboratorio di quella che ho definito sempre una ricostruzione di epoca post-bellica – dichiara il presidente del Comitato di Coordinamento L’Aquila 2026 – Città Multiverso, Pierluigi Frezza -. In questo momento, è importante provare ad alzare il livello del discorso anche attraverso il confronto con personalità come Carlo Ratti, che può essere utile per ragionare di una ricostruzione che è a buon punto, ma non è ancora finita, e che oggi affronta il tema, in maniera ancora più decisa, delle infrastrutture. Infrastrutture che non sono solo fisiche, ma anche quelle tecnologiche e digitali di cui si parla molto adesso e che, accompagnate dall’IA, possono diventare davvero il tema dell’infrastrutturazione delle smart cities e di quello che potrebbero diventare i nostri centri in un determinato futuro».
Affrontato anche il tema del contributo che prototipazione, sperimentazione e partecipazione dei cittadini possono dare per favorire la riduzione della distanza tra la velocità con cui cambiano le città e i tempi degli strumenti tradizionali di pianificazione e governo urbano.
In questa prospettiva si inserisce anche L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 – Città Multiverso: cultura ed eventi possono essere non soltanto occasioni temporanee di visibilità, ma acceleratori di trasformazioni urbane e territoriali capaci di lasciare un’eredità duratura.
«Il laboratorio della ricostruzione, laboratorio di quella che ho definito sempre una ricostruzione di epoca post-bellica. In questo momento provare ad alzare il livello del discorso anche attraverso il confronto con personalità come Carlo Ratti può essere utile per ragionare di una ricostruzione che è a buon punto, ma non è ancora finita, e che oggi affronta il tema in maniera ancora più decisa, delle infrastrutture. Infrastrutture che non sono solo fisiche, ma anche quelle tecnologiche e digitali di cui si parla molto adesso che accompagnate dall’IA possono diventare davvero il tema dell’infrastrutturazione delle smart cities e di quello che potrebbero diventare i nostri centri in un determinato futuro».
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