08 Ottobre 2026 - 11:51:54
di Martina Colabianchi
Un ritratto intimo, politico e umano che restituisce valore alla memoria collettiva.
È stata inaugurata a L’Aquila, nella suggestiva cornice di Palazzo dell’Emiciclo, la mostra fotografica “Il sogno spezzato. L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella“.
Promossa da Banca del Fucino insieme a Fondazione Sicilia, Sicily Art & Culture e con il patrocinio del Consiglio regionale dell’Abruzzo, l’esposizione ripercorre la figura dell’ex presidente della Regione Siciliana barbaramente ucciso dalla mafia nel 1980, intrecciando la sua visione istituzionale con la sfera più privata e familiare.

Nel corso dell’evento inaugurale sono intervenuti Giovanni Grasso, Portavoce e Consigliere per la Stampa e la Comunicazione del Presidente della Repubblica Miguel Gotor, Storico e docente di Storia moderna all’Università di Roma Tor Vergata Piersanti Mattarella, in rappresentanza della famiglia, Sergio Intorre, professore associato Università degli Studi di Palermo e curatore della mostra e Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino.

«È una mostra importante per ricordare il valore personale e politico di questa figura istituzionale di spicco per il nostro Paese, e siamo quindi molto contenti ed onorati di aver sostenuto questa iniziativa – ha dichiarato Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino -. Per noi come banca questo evento avvicina, inoltre, due nostre radici fondamentali: una è l’Abruzzo dove la banca è nata, e l’altra è la Fondazione Sicilia che sono nostri soci storici istituzionali».
«Questa mostra strappa Piersanti Mattarella alla sua morte, nel senso che viene ricordato spesso la sua tragica fine, ma viene poco ricordato per la vita ed è questo invece il vero scopo della mostra: ricordare chi era Mattarella – ha dichiarato anche Giovanni Grasso -. Questa esposizione, inoltre, cerca anche di portarlo fuori dal contesto siciliano perché Piersanti Mattarella aveva una dimensione di politico nazionale, tenuta piuttosto in ombra, forse, dalla storiografia tradizionale».

Il ritratto di un uomo e di un politico fortemente calato nel suo tempo e che fu parte di quelle figure istituzionali che furono centrali in un periodo di forte sviluppo del Paese, ma anche di tumulti e contrasti, come ha ricordato anche il prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, siciliano.
«Io sono molto legato a questa storia personale, ma anche politica, di quel momento che la Sicilia ha attraversato e vissuto – ha spiegato -. Ero appena universitario, quindi ho tanti ricordi di quel periodo, di una società in cammino, della stagione delle riforme ma che viene spesso ricordata come momento complesso nella gestione di quel cambiamento che la politica aveva innescato in quegli anni per trovare un coinvolgimento molto largo da parte della società. I giovani hanno contribuito molto in questo processo di riscatto, e poi è venuta anche la stagione delle riforme normative all’interno delle autonomie locali».

«La società in quegli anni ha fatto, quindi – ha proseguito -, dei progressi enormi grazie a uomini delle istituzioni e dello Stato che si sono impegnati tantissimo per queste riforme e per portare anche un messaggio di speranza e di sviluppo in un territorio che storicamente è stato sempre afflitto da grandi problemi di carattere economico ed occupazionale. Oggi è un territorio molto diverso, e questo ha fatto sì che si innescasse un cambiamento anche nell’intera nazione perché, partendo dai luoghi dove questi problemi erano principalmente avvertiti, anche altre Regioni hanno potuto trarne spunto per un modello di slancio verso il cambiamento».

Il percorso espositivo fonde vita privata e impegno pubblico, con un’accurata selezione di fotografie familiari disposte in ordine cronologico che accompagna il visitatore nei momenti più intimi e personali dell’uomo, ma anche scatti che ritraggono il politico al lavoro.
Le fotografie, la maggior parte delle quali inedite, ripercorrono un periodo che va dagli anni Quaranta del Novecento, illustrando nel tempo la formazione, l’ingresso in politica, l’ascesa al vertice del Governo regionale e, in generale, la brillante carriera politica di Piersanti Mattarella, così come la sua dimensione umana e familiare.
Molto emozionato il nipote di Piersanti Mattarella, che del nonno porta il nome e i valori.
«Per me partecipare a questa inaugurazione è al tempo stesso un onere e un onore, così come lo è chiamarmi proprio come mio nonno – ha dichiarato Piersanti Mattarella -. È una responsabilità ed un piacere: nel mio essere quotidiano cerco di mettere in pratica tutti i valori e i principi che lui mi ha tramandato, ma ho anche il piacere di poter assistere ad eventi come questo senza avere meriti particolari, ma soltanto in sua rappresentanza».

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