08 Ottobre 2026 - 17:24:33
di Tommaso Cotellessa
L’agenda politica di questi mesi, a livello nazionale così come a livello locale, sembra in centrata su un solo argomento: il futuro.
Sui tavoli istituzionali e ancora di più nei corridoi delle sale del potere l’argomento è il domani. Lo è per il Governo nazionale che, calendario alla mano e legge elettorale approvata, vede confrontarsi al suo interno, ormai quotidianamente, i leader delle forze di maggioranza sulla possibile data del ritorno alle urne.
Allo stesso tempo nel capoluogo di regione, dal sindaco Pierluigi Biondi fino ad arrivare ai singoli consiglieri comunali di maggioranza, lo sguardo è tutto rivolto all’avvenire, fra i numerosi pretendenti al dopo Biondi e Biondi stesso, tutto intento alla costruzione del prossimo passo della sua ascesa. Indeciso fra uno scranno in parlamento e la presidenza della Regione Abruzzo.
Tuttavia proprio all’interno della Regione Abruzzo non si resta con le mani in mano. Anche all’interno delle sale delle istituzioni abruzzesi si parla di prospettive future, non solo per il territorio, ma soprattutto per coloro che lo guidano.
In particolare il presidente Marco Marsilio, giunto ormai a metà del suo secondo mandato, comincia ad avvantaggiarsi per tempo al fine di delineare il suo sentiero e governare le pedine nella scacchiera di Fratelli d’Italia.
I rumors parlano da tempo dell’intenzione da parte di Marsilio di ottenere un posto in parlamento così da poter sedere a pieno titolo all’interno degli scenari nazionali da vecchio saggio del partito della fiamma, vista la sua militanza di prima ora fra le fila del partito di Giorgia Meloni.
Tuttavia fonti interne pongono sul tavolo un asso nascosto nella manica del governatore che potrebbe sparigliare le prospettive di molti. Secondo quanto riferito alla nostra redazione sembrerebbe che più che chiudersi all’interno del parlamento, Marsilio voglia tentare la mossa del cavallo e costruire le condizioni per rendere possibile un suo terzo mandato alla guida della Regione Abruzzo.
Di primo acchito l’ipotesi appare assurda, ma dicerto non impossibile. Il modello a cui guarderebbe Marsilio sarebbe infatti quello di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in carica per tre mandati consecutivi.
Il caso Zaia ha però delle peculiarità tutte sue. L’ex governatore, dopo aver vinto le elezioni a presidente di regione nel 2010, dando inizio al suo primo mandato, ha visto entrare in vigore la legge nazionale che impone l’obbligo dei due mandati nel 2012, potendo così considerare come mandato zero quello della sua prima elezione e competere per i due mandati successivi, vista la non retroattività del provvedimento nazionale. Zaia non ha poi perso l’occasione di tentare di allungare ancora per un effettivo quarto, ma teoricamente terzo, mandato la sua permanenza a Palazzo Balbi richiedendo, per le regionali del 2025, assieme ad altri presidenti di regione, tra cui Vincenzo De Luca, la modifica della legge nazionale, non trovando però un parere favorevole.
Il tentativo di giocare la carta del mandato zero rientrò anche nelle mire dello stesso De Luca, il quale però non riuscì a coronare il suo sogno di un terzo mandato.
Ora il turno è del presidente Marsilio che dovrà dimostrare di saper fare il suo gioco.
L’attenzione per la revisione della legge elettorale regionale, attualmente normata dal cosiddetto Tatarellum valido per tutte le regioni a statuto ordinario e dalla legge regionale 9/2013, sembrerebbe testimoniare l’ambizione di Marsilio di modificare l’impianto del sistema elettorale abruzzese. Dietro alla proposta del collegio unico per l’intera Regione Abruzzo potrebbe infatti nascondersi un meticoloso studio, da parte dell’entourage del presidente, per rintracciare il cavillo adatto a consentire un Marsilio Ter per la Regione Abruzzo. Chissà che la partita non riesca…
In ogni caso la palla dovrà poi passare agli elettori, i soli che in ogni caso potranno rendere davvero realizzabile l’ipotesi di un nuovo mandato per Marsilio.
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