09 Ottobre 2026 - 10:44:19

di Marianna Galeota

Chiedono maggiore sicurezza nelle operazioni di consegna dei pasti nei plessi scolastici e retribuzione anche nei mesi estivi, i lavoratori di Vivenda, l’azienda che si occupa delle refezione scolastica del Comune dell’Aquila.

Nei giorni scorsi Filcams CGIL L’Aquila ha annunciato la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori che questa mattina sono stati in presidio sotto la Prefettura, dove è in corso un tavolo con il prefetto Vito Cusumano, dopo la richiesta  dell’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione.

Una vertenza che coinvolge complessivamente circa 150 lavoratori e che nasce da problematiche che, secondo il sindacato, si trascinano ormai da circa quattro anni.

 «Ci rimettiamo al buon cuore del prefetto, sono tante volte che ci confrontiamo sia in commissione in Comune che col prefetto stesso – ha detto Daniele Goriani, rsa Vivenda – Sono tre anni e mezzo che stiamo combattendo per avere questi diritti: la sicurezza sul posto di lavoro e la remunerazione estiva perché dal 7 di giugno al 15 settembre non percepiamo alcunché e siamo lasciati in abbandono. Chiediamo queste due cose con forza alle istituzioni, sperando che ci si possa venire incontro . Non è una cosa aquilana ,ma regionale e spero che questo faccia da trampolino anche a livello nazionale».

Presente in Prefettura anche la consigliera del Partito Democratico Stefania Pezzopane.

«Il tavolo è stato richiesto dalla Cgil che ha proclamato lo stato di agitazione – ha spiegato – Sono certa che avremmo potuto evitare tutto questo se, così come avevamo chiesto, il Comune avesse fatto da mediatore politico tra i soggetti in contrasto. I temi sono due: il primo, su cui lavoriamo da due anni ottenendo anche qualche risultato, ma non il risultato complessivo, riguarda i lavoratori e le lavoratrici che trasportano i cibi nei contenitori presso le scuole. Dopo l’incidente terribile  che costò la vita al piccolo Tommaso, le scuole e i dirigenti scolastici hanno irrigidito le regole per la sicurezza dei bambini, e i lavoratori non riescono più a portare i cibi nel posto giusto, con le giuste dinamiche di sicurezza e, quindi, rischiano».

Sulla questione della retribuzione estiva, la consigliera ha poi aggiunto: «Questi lavoratori hanno un tempo di lavoro che si conclude con l’anno scolastico, prendono stipendi molto ridotti e, quindi, hanno una scopertura di mesi a fronte di un lavoro faticoso, ma poco remunerato. Le questioni sul tavolo del prefetto sono queste due. Noi pensiamo che si possano risolvere entrambe: la prima trovando mediazione con i dirigenti scolastici, perché la sicurezza di bambini, sacrosanta, deve conciliarsi con quelle dei lavoratori, anche magari facendo interventi materiali da parte del Comune per sistemare le entrate. L’altra è un piano speciale estivo di apertura delle scuole che possa consentire a questi lavoratori e lavoratrici di lavorare anche in estate e quindi percepire un reddito adeguato».