09 Ottobre 2026 - 16:38:37
di Tommaso Cotellessa
Un nuovo accertamento dovrà stabilire le effettive condizioni del giovane imputato per la morte di Andrea Prospero, lo studente di 19 anni originario di Lanciano trovato senza vita a Perugia il 29 gennaio 2025.
A deciderlo è stata la Corte d’assise di Perugia, davanti alla quale è in corso il processo, con la disposizione della perizia psichiatrica per il giovane accusato di istigazione o aiuto al suicidio.
La decisione di richiedere la perizia nasce su proposta del pubblico ministero che ha sottolineato l’assenza, allo stato, di elementi clinici pregressi che documentino una patologia psichiatrica.
La perizia dovrà accertare le condizioni psichiche dell’imputato, la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti e la sua eventuale pericolosità sociale.
Secondo l’accusa, il giovane avrebbe incoraggiato Prospero, attraverso una chat, ad assumere farmaci che hanno poi portato alla morte del ragazzo.
Fino ad ora l’unico documento a disposizione è stata consulenza tecnica della difesa che ha prospettato per Volpe una significativa compromissione della capacità di comprendere il disvalore della propria condotta. Ma, ha osservato il pubblico ministero, nella consulenza emergono «profili critici». «Non abbiamo una storia clinica dell’imputato – ha detto la pm all’Ansa – né precedenti diagnosi psichiatriche».
Secondo la pm, anche le allucinazioni uditive e le idee di diffusione del pensiero sarebbero emerse soltanto nei colloqui con i consulenti della difesa, senza riscontri esterni. Il magistrato ha inoltre rilevato che la presunta difficoltà dell’imputato a cogliere il disvalore della propria condotta sembrerebbe riferita alla chat del 24 gennaio 2025, oggetto dell’imputazione, ma non ad altre interazioni con Prospero e con altri utenti. La parte civile ha chiesto invece di non disporre l’accertamento, definendo la consulenza difensiva «inammissibile, superflua e irrilevante». I legali hanno sostenuto che in vent’anni non sarebbero emersi documenti o episodi riconducibili a un deficit psicologico. «Non c’è un documento – hanno detto -, non c’è un dubbio, non c’è assolutamente nulla».
In ogni caso, in seguito al conferimento dell’incarico ai professionisti del settore, l’udienza è stata rinviata al 29 ottobre.
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