09 Ottobre 2026 - 19:11:45
di Andrea Di Paolo
Al Munda dell’Aquila va in scena una mostra fotografica il cui obiettivo è davvero ambizioso. “Sguardi plurali” punta, infatti, a ricucire il legame tra i territori, valorizzando nello specifico le periferie urbane, spesso lasciate a loro stesse così come i loro abitanti. Puntando tutto sul processo produttivo di scatti molto suggestivi, la mostra mira a rendere partecipi un’incredibile varietà di soggetti diversi, dalle scuole alle case famiglia dell’aquilano, così da rendere tutti parte del grande risultato da oggi fruibile a tutta la popolazione.
«Noi – spiega Ilaria Trafficante, funzionaria archeologa del Munda e referente del progetto – abbiamo due sedi: il castello cinquecentesco che è in pieno centro e il parco archeologico di Amiternum che è invece all’estrema periferia nord-ovest del Comune dell’Aquila. Abbiamo cercato di ricucire – ci ha raccontato – le nostre due sedi e di portare all’interno del castello e del parco archeologico di Amiternum le persone che abitano quotidianamente le periferie e che hanno da raccontarci oggi le loro storie. Storie che parlano di rigenerazione, si tratta di persone che scegliendo di vivere in periferia hanno comunque trovato una chiave per rigenerare le loro esistenze e allo stesso tempo hanno rigenerato i luoghi in cui hanno partecipato al laboratorio e ai progetti fotografici. Quindi – va avanti – in particolare il parco archeologico di Amiternum è stato il protagonista di questo progetto».
Oltre 100 partecipanti, 4 Comuni, 4 cicli di laboratorio e oltre 5 mesi di lavoro. Il tutto per restituire uno sguardo sulla periferia che si presenta come innovativo, unendo formazione, pratica fotografica e grande partecipazione.
«È importantissimo – spiega la referente del progetto – che l’arte dia voce a tutti e abbiamo voluto dare voce proprio a chi, di solito, non ha voce. Abbiamo coinvolto tre case famiglia del territorio per far capire che i minori che fanno parte di queste case famiglia sono parte della nostra comunità e che i loro lavori possono essere esposti in un museo nazionale».
La mostra resta aperta, affiancata dal grande patrimonio artistico del Museo Nazionale d’Abruzzo, fino al 25 ottobre, per stringere il legame tra la periferia e l’istituzione culturale che ha, da circa un anno, riacquisto il suo spazio nel pieno del centro cittadino.
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