10 Ottobre 2026 - 19:00:20
di Redazione
C’è chi trasforma la frutta in uno snack naturale da portare in borsetta, chi porta il grano direttamente dal campo alla pasta e chi ha creato un “socio operativo” con l’intelligenza artificiale per gestire la propria azienda agricola.
È la fotografia della nuova agricoltura abruzzese che arriva dall’Oscar Green Abruzzo 2026, il premio di Coldiretti Giovani Impresa dedicato alle idee innovative dei giovani imprenditori agricoli. All’Aquila, nella seconda giornata del Villaggio Coldiretti, i riconoscimenti raccontano un settore che non rinuncia alle proprie radici ma utilizza tecnologia, trasformazione e nuovi linguaggi per costruire valore.
La cerimonia, condotta da Miriana Coccia, delegata aquilana di Coldiretti Giovani Impresa, e Maria Francesca, una giovane imprenditrice agricola di Scontrone, ha portato sul palco cinque esperienze diverse, accomunate dalla capacità di trasformare un’idea in un progetto agricolo concreto.
Per la categoria Campagna Amica è stata premiata Cecilia Di Primio, di Miglianico, con il progetto “La frutta da borsetta, il gusto che non pesa”: dalla frutta coltivata in azienda nasce una linea di prodotti liofilizzati, senza conservanti, pensata anche per avvicinare bambini e ragazzi a un consumo più consapevole. La tecnologia viene utilizzata per allungare la conservabilità della frutta e valorizzare la produzione aziendale, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi.
Nella categoria +Impresa il riconoscimento va a Eugenia Verrigni, della Società Agricola Solagnone di Pineto, con la “Pasta trafilata in oro”. Il progetto integra produzione agricola e trasformazione: il grano duro 100% italiano coltivato in azienda diventa pasta all’interno della stessa filiera, con controllo della materia prima e valorizzazione del prodotto.
La categoria Impresa Digitale e Sostenibile valorizza anche Giulia Cataldi Madonna, dell’azienda agricola aquilana Cataldi Madonna, con “la sua vendemmia partecipata”: un progetto che trasforma la vendemmia in esperienza diretta, coinvolgendo il pubblico nella raccolta, nelle attività di cantina e nella conoscenza del vino come espressione del territorio.
Per Coltiviamo Insieme il riconoscimento va infine a Leonardo Acucella, della Trepi’ di Pescara, con “Dal seme al pane”. Una filiera abruzzese che parte dalla selezione e conservazione dei semi e dalla coltivazione dei grani antichi, passa dalla molitura a pietra e arriva alla panificazione.
E per finire, la menzione speciale a Giovanni Battista Obletter, imprenditore agricolo di Pescara, autore di SophiaTerra, un gestionale basato sull’intelligenza artificiale che integra dati aziendali, PAC, bandi, vendite, magazzino e attività dell’impresa. Un progetto che porta l’intelligenza artificiale dentro la gestione quotidiana dell’azienda agricola.
«Queste storie dimostrano che innovare in agricoltura non significa perdere la propria identità, ma trovare nuovi modi per valorizzarla – sottolinea Carla Di Michele – Dalla frutta ai grani antichi, dal vino alla trasformazione fino all’intelligenza artificiale, questi giovani stanno dimostrando che l’agricoltura può essere tecnologia, impresa e cultura del territorio allo stesso tempo. Il futuro delle nostre campagne passa dalla capacità di dare spazio alle idee e alle nuove generazioni».
Il ricambio generazionale è anche il filo conduttore del Piano Aristeo, il percorso di valorizzazione dei giovani che hanno scelto di insediarsi in agricoltura. Il riconoscimento dedicato ai nuovi insediati con il bando della Regione Abruzzo (primo insediamento) mette al centro chi ha deciso di investire nella terra, assumendosi la responsabilità di costruire un’impresa e contribuire alla continuità produttiva ed economica dei territori. Il Premio Aristeo ha valorizzato cinque aziende, con tre riconoscimenti ex aequo al terzo posto, un secondo e un primo classificato, dando visibilità a esperienze imprenditoriali che testimoniano la volontà delle nuove generazioni di scommettere sull’agricoltura. Al primo posto Leonarda Luciani di Capistrello, al secondo post Marialucia Di Cristofano dell’Aquila, al terzo posto ex equo Chen Shuhua di Alba Adriatica, Luana Cipriani di Cerchio e Cristiana Lauriola di Serramonacesca.
Innovazione e ricambio generazionale rappresentano due facce della stessa sfida. Da una parte, la capacità di trasformare prodotti, processi e modelli di impresa; dall’altra, la necessità di creare condizioni che consentano ai giovani di entrare nel settore, consolidare le proprie attività e guardare al futuro con prospettive concrete.
Cinque storie diverse per l’Oscar Green, insieme alle esperienze valorizzate dal Premio Aristeo, raccontano così un’agricoltura che non è ferma alla tradizione, ma un laboratorio nel quale identità, innovazione e nuove energie si incontrano per creare valore e mantenere vivi i territori.
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