13 Ottobre 2026 - 12:38:56

di Tommaso Cotellessa

Una giornata di testimonianze, riflessioni ed emozioni nel segno della riconciliazione e della pace. Grande partecipazione sabato 10 ottobre all’Aquila per l’undicesima edizione della Giornata Internazionale del Perdono, ospitata nell’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice”. Oltre 400 le persone presenti e migliaia i collegamenti da remoto per seguire un appuntamento che ha riunito personalità del mondo della cultura, della scienza, delle istituzioni e del volontariato.

Al centro dell’iniziativa il valore universale del perdono, inteso non soltanto come scelta individuale, ma come strumento concreto per superare le divisioni e costruire una società fondata sul dialogo e sulla convivenza pacifica.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, a partire da quello di Daniel Lumera, ispiratore e fondatore della manifestazione. Particolarmente significativa la testimonianza del professor Izzeldin Abuelaish, medico palestinese originario di Gaza, al quale è stato conferito il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono.

Abuelaish, che nel 2009 ha perso tre figlie durante un bombardamento, ha trasformato la propria esperienza di dolore in un impegno internazionale per la pace, scegliendo di rifiutare l’odio e la vendetta. Una testimonianza che ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intera manifestazione.

Ad arricchire il programma anche gli interventi di don Francesco Fiorillo, le esperienze dei giovani dell’Associazione Rondine e l’incontro di Davide Simone Cavallo con gli studenti del Liceo “Cotugno”. Particolarmente emozionante l’esibizione di Cella Musica, il complesso musicale che riunisce persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena, esempio concreto delle possibilità di incontro e riconciliazione anche nei contesti più difficili.

Tra i passaggi più significativi della giornata anche la proclamazione dell’Aquila come “Città Gentile”, alla presenza del vicesindaco Raffaele Daniele, e la suggestiva cerimonia di preghiera per la pace accompagnata dalle bandiere di tutti i Paesi del mondo.

Un appuntamento dal particolare valore simbolico per il capoluogo abruzzese, Capitale Italiana della Cultura 2026, che proprio nel perdono custodisce uno degli elementi più profondi della propria identità. Un legame ricordato anche da Angelo De Nicola, che nel corso dei lavori ha richiamato le parole pronunciate da Papa Francesco durante la visita alla Perdonanza Celestiniana del 28 agosto 2022, quando definì L’Aquila capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace.

Grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal presidente dell’associazione La Lumera ODV, il generale Nico Caiazza, che ha rivolto un ringraziamento ai partner aquilani One Group e L’Aquila Made In, rappresentati rispettivamente da Francesca Pompa e Goffredo Palmerini, oltre che ai numerosi volontari impegnati nell’organizzazione.

Un particolare riconoscimento è stato rivolto al comandante della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, generale Gabriele Failla, e ai suoi collaboratori, per aver messo a disposizione gli spazi dell’Auditorium.

A suggellare il significato della manifestazione è stato il messaggio di ringraziamento inviato dal professor Abuelaish al generale Caiazza all’indomani dell’evento. Una lunga lettera nella quale il medico palestinese ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per il riconoscimento conferitogli, ribadendo il significato profondo della propria scelta di vita.

«Perdonare non significa dimenticare, negare l’ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri», ha scritto Abuelaish, sottolineando come il perdono rappresenti una scelta difficile ma coraggiosa, capace di sottrarre il futuro alla logica dell’odio e della vendetta.

Nella lettera, il professore ha inoltre evidenziato il valore umano dell’esperienza vissuta all’Aquila, auspicando che i rapporti costruiti durante la manifestazione possano tradursi in nuove occasioni di collaborazione, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni.

«Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditarne l’odio», ha concluso Abuelaish.

Il medico palestinese, professore emerito dell’Università di Toronto e attualmente docente all’Università di Lovanio, in Belgio, è fondatore e direttore del Global Institute for the Study of Socio-Endemic Diseases, Hatred, Health and Peace.

La XI Giornata Internazionale del Perdono si chiude così con un bilancio positivo, confermando il valore di un’iniziativa laica e indipendente che punta a promuovere una cultura della responsabilità, della consapevolezza e della cooperazione.

Dall’Aquila, città che da oltre sette secoli custodisce nella Perdonanza Celestiniana un messaggio universale di riconciliazione, arriva dunque un nuovo invito a trasformare il perdono da principio ideale a impegno concreto. Un messaggio che, in un tempo segnato da guerre e divisioni, assume un significato ancora più attuale.

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