15 Ottobre 2026 - 15:37:07

di Martina Colabianchi

Il diritto all’abitare è tornato al centro del dibattito europeo, soprattutto con le manifestazioni di piazza in Spagna che hanno acceso una luce sui rincari, che certo non interessa solo la penisola iberica, nel comparto legato alla casa e alle utenze domestiche.

L’Abruzzo, in tal senso, non se la passa bene. Gli ultimi dati territoriali, riportati da Sunia Abruzzo Molise, scattano un’istantanea drammatica per la nostra regione dove la casa è diventata un lusso insostenibile.

I dati ISTAT di agosto e settembre 2026 confermano che l’inflazione in Abruzzo si è attestata a settembre al 4,2% e su base annua è salita al +4,2%, superando nettamente la media nazionale (+3,3%) e posizionando la nostra regione al secondo posto in Italia per rincari.

A trainare questo record negativo è proprio il comparto legato all’abitazione e alle utenze domestiche, che a livello storico ha già visto un incremento di oltre il +100% dal 2000 ad oggi. A livello locale, l’accelerazione dell’inflazione è spinta da una tempesta perfetta sulle voci di spesa primarie e non sacrificabili: il gas sul mercato tutelato vola al +31%, il gasolio da riscaldamento registra un’impennata del +31,8%. e la benzina e i trasporti crescono del +16,3%.

Per un territorio come l’Abruzzo, caratterizzato da vaste aree interne e montane dove il riscaldamento e la mobilità privata su gomma incidono pesantemente, questi numeri rappresentano una vera e propria stangata sui bilanci familiari. Il caro-energia e il contestuale aumento dei canoni di locazione (cresciuti del 20% a livello regionale) stanno erodendo il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati, trasformando la casa da fattore di stabilità a causa di impoverimento.

«I dati dimostrano che in Abruzzo l’inflazione morde più che altrove, eppure registriamo la totale assenza di politiche abitative efficaci sia a livello nazionale che regionale», denuncia il segretario generale del Sunia Abruzzo Molise Geppino Oleandro. «Mentre il Governo ha azzerato i fondi sociali per il sostegno all’affitto, in Abruzzo assistiamo al paradosso di oltre 250.000 case vuote (pari al 34% del patrimonio immobiliare, con picchi del 44% a L’Aquila) a fronte di un’emergenza sfratti, negli ultimi cinque anni, che conta oltre 6.000 richieste , per il nel 90% dei casi causate a morosità incolpevole dovuta proprio all’impossibilità di pagare bollette, spese condominiali e canoni schizzati alle stelle».

Il sindacato chiede quindi un’inversione di rotta nella prossima Legge di Bilancio 2027, che preveda il ripristino strutturale del Fondo affitti e della morosità incolpevole, un piano per l’edilizia pubblica e regole stringenti sugli affitti brevi, misure di incentivo per il canone concordato su tutto il territorio regionale, per calmierare i prezzi rispetto al mercato libero.

Parallelamente, Sunia sollecita la Giunta Regionale ad aprire un tavolo urgente su caro-vita e povertà e a riformare la legge regionale sulle case popolari per dare tutele a quel 20% di famiglie abruzzesi in affitto collocate nella “fascia grigia”, schiacciate da costi di vita non più sostenibili.

Per rimettere al centro il diritto all’abitare, le delegazioni del Sunia Abruzzo Molise saranno in piazza a Roma il prossimo 17 ottobre alla manifestazione nazionale indetta da “La Via Maestra”.