17 Ottobre 2026 - 14:48:09
di Martina Colabianchi
Dal Sud arrivano in questi giorni immagini preoccupanti relative alla protesta che sta paralizzando una parte d’Italia e che potrebbe toccare anche l’Abruzzo.
La causa del malcontento è l’esorbitante prezzo dei carburanti. Oltre ai camionisti, diversi movimenti autonomi di agricoltori si sono uniti alla protesta con presidi e trattori lungo le principali arterie stradali, denunciando l’impossibilità di coprire i costi di produzione.
Le opposizioni regionali non vogliono restare a guardare. «La protesta partita dal Sud ormai lambisce la nostra regione – dichiara Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd -. Autotrasportatori e agricoltori sono allo stremo e Coldiretti si mobilita all’Aquila. È una protesta forte, reale, nonostante la censura imbarazzante di TeleMeloni. Il Mezzogiorno del Paese è in ginocchio per il caro carburanti e questa sofferenza profonda sta ormai arrivando all’esasperazione, nel silenzio imbambolato del Governo».
«Spostare al 27 ottobre il primo tavolo con le categorie è ridicolo: è il segno del pressapochismo di un Governo che non ha capito la gravità della situazione – sottolinea Marinelli – . Le imprese non possono aspettare i tempi comodi di Palazzo Chigi. Sollecitiamo anche Marsilio a intervenire subito nei confronti del suo Governo amico, invece di fare da spettatore. L’Abruzzo, con le sue aree interne, i suoi campi e le sue strade percorse ogni giorno da chi tiene in piedi l’economia, non può essere dimenticato. Bisogna ascoltare immediatamente il grido che arriva in queste ore dal Mezzogiorno».
Poi il segretario del Partito democratico abruzzese elenca gli interventi immediati e le misure concrete da attuare il prima possibile: accise mobili, per ridurre subito il peso dei carburanti; tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, per sostenere imprese e famiglie; controlli contro le speculazioni e coordinamento immediato per garantire i rifornimenti; anticipo immediato del confronto con le categorie, con misure di sostegno per agricoltura e autotrasporto e un tetto massimo al prezzo dei carburanti concordato con la categoria e che eviti speculazioni.
«Meloni parla dei problemi del Paese come se non fosse a Palazzo Chigi. Dopo quattro anni di nulla, cominci a occuparsi di questioni concrete, non di controriforme che non interessano a nessuno: dia risposte a chi lavora. L’Abruzzo, il Mezzogiorno, l’Italia, non possono più aspettare. La cifra della narrazione del Governo in questi anni è stata la propaganda, la regola della sua politica, l’inerzia. Meloni si svegli – conclude Marinelli – e si occupi finalmente dei gravi problemi delle famiglie e delle imprese».
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