19 Ottobre 2026 - 15:57:20
di Martina Colabianchi
La Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia ha deciso di rinunciare al ruolo di organismo di controllo e certificazione dello Zafferano dell’Aquila DOP, una delle eccellenze più rappresentative del territorio aquilano.
La scelta ha ovviamente colto di sorpresa gli agricoltori e i trasformatori della filiera, che si sono detti «sconcertati» e allo stesso tempo preoccupati per l’apertura di una fase delicata per una produzione di assoluto pregio, profondamente legata alla storia, all’identità e all’economia del territorio.
A lasciare perplessi i produttori, si legge in una nota di Alpaa Abruzzo, «non è soltanto la decisione in sé, ma soprattutto l’assenza di un preventivo confronto con chi, ogni giorno, lavora per preservare e valorizzare questa eccellenza. Una scelta di tale rilevanza avrebbe richiesto un percorso condiviso, improntato alla trasparenza e al coinvolgimento diretto degli operatori della filiera e del Consorzio di Tutela».
Il ruolo della Camera di Commercio avrebbe dovuto rappresentare un presidio strategico per rafforzare il dialogo istituzionale, sostenere il comparto e favorire una collaborazione concreta tra enti e produttori. «Purtroppo, tale obiettivo, secondo quanto lamentato dagli operatori, non ha trovato nel tempo un’adeguata realizzazione».
«Anche il ruolo del Comitato di Certificazione, percepito dagli agricoltori come marginale e distante dalle esigenze della filiera, merita una riflessione – proseguono – : bisogna comprendere quali condizioni abbiano impedito di costruire una sinergia efficace e quali responsabilità istituzionali debbano essere assunte per evitare che le difficoltà organizzative si traducano in un ulteriore aggravio per chi produce. Lo Zafferano dell’Aquila DOP non può, infatti, diventare terreno di scontro tra istituzioni né pagare il prezzo di dinamiche interne agli enti. È un patrimonio collettivo, costruito attraverso il lavoro, la competenza e i sacrifici di generazioni di produttori, che merita attenzione, rispetto e prospettive concrete di sviluppo».
«In questa fase – sottolineano -, la priorità deve essere garantire continuità ed efficacia al sistema di controllo e certificazione, salvaguardando la fiducia dei consumatori, la reputazione della denominazione e gli investimenti delle aziende coinvolte. Ogni passaggio verso l’individuazione di un nuovo organismo di certificazione dovrà essere accompagnato, pertanto, da informazioni chiare, tempi definiti e garanzie operative per tutti gli iscritti al sistema di controllo».
I produttori attendono ora l’incontro convocato dalla Regione Abruzzo per affrontare la questione e conoscere le soluzioni che saranno proposte. Sarà quello il momento per valutare concretamente le alternative disponibili e individuare, insieme al Consorzio di Tutela, le iniziative più opportune per proteggere la denominazione e rafforzare il futuro della filiera. Solo dopo aver esaminato le proposte che emergeranno dal confronto sarà possibile stabilire quali azioni intraprendere all’interno del Consorzio, con senso di responsabilità e nell’interesse dell’intero comparto.
La richiesta degli operatori è chiara: non decisioni calate dall’alto, ma ascolto, partecipazione e impegni concreti. «Tutelare lo Zafferano dell’Aquila DOP significa difendere non soltanto un prodotto di qualità, ma anche il lavoro delle imprese agricole, l’identità del territorio e una tradizione che non può essere lasciata senza adeguate garanzie istituzionali», conclude la nota.
LAQTV Live