21 Ottobre 2026 - 11:17:21
di Tommaso Cotellessa
Anche in Abruzzo gli agricoltori scendono in piazza per protestare contro il caro gasolio, unendosi così ad una mobilitazione che sta scuotendo il paese da giorni.
Il costo del carburante sta infatti generando tensioni in numerose categorie di lavoratori, in particolare nel centro Sud, dove gli autotrasportatori hanno incrociato le braccia per manifestare contro un rialzo dei prezzi che rischia di paralizzare la Penisola.
A manifestare questa mattina davanti al Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale abruzzese, è la Coldiretti che chiede alla politica regionale garanzie per il settore e attenzione per una tematica che rischia di piegare l’intera categoria.
«Un aiuto concreto e immediato» questa la richiesta urgente avanzata dal Presidente della Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli, per il quale non c’è tempo da perdere. «Una buona parte dei nostri agricoltori sta già rinunciando a seminare e lavorare i campi proprio a causa del caro gasolio e per l’aumento generale dei prezzi, un fenomeno impensabile per una regione come la nostra dove l’agricoltura svolge un ruolo determinante per l’economia dell’intero territorio».

Secondo Coldiretti Abruzzo sarebbero almeno il 50% dei coltivatori abruzzesi a lascare i campi incolti a causa della crescita dei prezzi.
«Stanno letteralmente buttando giù le nostre attività agricole» racconta ai nostri microfoni Enzo Suriani, titolare di un’azienda agricola di Atessa «Non possiamo andare avanti, stiamo regalando il nostro profitto alle multinazionali a causa del caro concime e del caro gasolio, ma anche a causa dei prezzi sempre più bassi con cui dobbiamo vedere i nostri prodotti sul mercato». In conclusione l’agricoltore afferma stremato: «Ci stanno costringendo a non produrre più».
Oltre a chiedere garanzie alla politica, con un intervento strutturale e tempestivo che abbatta i costi del carburante nel territorio regionali, gli agricoltori rivolgono un invito ai consumatori, quello di comprare grano italiano.

«Abbiamo pastifici in regione, l’invito è quello a comprare il nostro ottimo grano, non inquinato da prodotti chimici come fanno altri paesi».
La protesta delle bandiere gialle ha dunque invaso il piazzale dell’Emiciclo, la speranza è che alla mobilitazione segua l’interlocuzione istituzionale.
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