22 Ottobre 2026 - 18:39:37
di Tommaso Cotellessa
Cultura, inclusione, partecipazione e riscoperta delle tradizioni locali. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato il progetto “Riparte L’Aquila Ovest”, che sim è concluso con un evento organizzato all’interno dell’Aeroporto dei Parchi a Preturo.
Un percorso che ha coinvolto le frazioni della zona occidentale del territorio comunale attraverso un ricco calendario di iniziative culturali, sportive, musicali e teatrali, con l’obiettivo di restituire centralità ai luoghi della comunità e favorire nuove occasioni di incontro tra cittadini di diverse generazioni.

Ideato dalle ACLI e sostenuto dall’Amministrazione comunale dell’Aquila, attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali, il progetto ha visto la partecipazione di numerose associazioni e realtà del territorio, dando vita a un’esperienza di collaborazione e valorizzazione del patrimonio culturale e identitario delle frazioni.
«Un progetto fortemente voluto dall’assessore Manuela Tursini che, grazie alla collaborazione con le ACLI, ci ha permesso di coinvolgere tutte le frazioni dell’area ovest, replicando quanto già realizzato durante l’estate nella zona est della città», spiega Livio Vittorini, consigliere comunale e presidente della Prima Commissione consiliare.

Al centro dell’iniziativa, la volontà di riportare cittadini e famiglie a vivere gli spazi pubblici, molti dei quali interessati negli ultimi anni da interventi di ricostruzione e riqualificazione.
«L’obiettivo principale è stato quello di far rivivere tanti luoghi che sono stati oggetto di lavori di ricostruzione voluti dall’Amministrazione comunale, mettendo insieme esperienze diverse e riportando le persone all’interno di spazi identitari del nostro territorio, come l’anfiteatro di Amiternum, il campo comunale Stefano Vittorini e le frazioni alte di Sassa», prosegue il consigliere.
Un’attenzione particolare è stata rivolta anche all’integrazione tra le diverse realtà abitative e sociali del territorio, coinvolgendo non soltanto i residenti delle frazioni, ma anche quelli degli insediamenti del Progetto CASE, in un percorso di partecipazione e scambio intergenerazionale.
Grazie al contributo delle associazioni coinvolte, le iniziative hanno inoltre offerto l’occasione per riscoprire e tramandare alcuni elementi caratteristici della cultura locale, dal dialetto aquilano alla musica medievale, fino alle tradizioni popolari.
«Abbiamo avuto l’opportunità, grazie a tante associazioni, di far conoscere il dialetto, la musica medievale e tutte quelle tradizioni che rappresentano il patrimonio culturale del nostro territorio. È stata soprattutto un’occasione di incontro e di scambio tra generazioni», sottolinea Vittorini.
Un’esperienza che si inserisce anche nel più ampio percorso di valorizzazione culturale della città nell’anno dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, con l’intento di coniugare la tutela della memoria e delle identità locali con le sfide del futuro.
«Si tratta del compimento di un percorso che abbiamo intrapreso anche con L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, nel quale, accanto alla valorizzazione delle nostre tradizioni, trovano spazio le giovani generazioni e i grandi temi del futuro e dell’innovazione», conclude Vittorini.

L’appuntamento all’Aeroporto dei Parchi ha rappresentato così non soltanto il momento conclusivo delle attività, ma anche un’occasione per ripercorrere le esperienze realizzate e valorizzare il contributo delle associazioni e dei cittadini che hanno partecipato al progetto, confermando il ruolo della cultura e della socialità come strumenti di coesione e rilancio delle frazioni aquilane.
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