27 Ottobre 2026 - 15:17:13

di Andrea Di Paolo

La denuncia arrivata da Cgil riguardo all’impoverimento di uffici postali in provincia dell’Aquila apre a una riflessione sulle aree interne che non sarebbe più rinviabile. È di questo avviso il consigliere abruzzese Pierpaolo Pietrucci che, in una nota, ha criticato il piano di riorganizzazione di Poste Italiane.

Si tratterebbe di 29 linee di recapito in meno, uffici declassati e riduzioni di personale che rischiano di rappresentare, per il consigliere del Pd, un ulteriore indebolimento dei servizi essenziali. Non solo. Trattandosi in massima percentuale di aree interne della provincia, Pietrucci fa notare il cortocircuito di una politica che parla di rilancio territoriale assistendo, al contempo, al progressivo impoverimento dei servizi nelle stesse aree.

«La destra – scrive nella nota – si riempie la bocca di aree interne, ma alle parole non seguono mai i fatti. Anzi, mentre si moltiplicano i convegni e le dichiarazioni sul contrasto allo spopolamento, si continua a smantellare quella rete di servizi essenziali che permette alle persone di vivere nei nostri territori. Gli uffici postali, come le scuole, le farmacie e gli altri servizi pubblici di prossimità – prosegue il consigliere del Pd – non sono semplicemente strutture da valutare in termini di costi e ricavi. Sono presìdi sociali, punti di riferimento fondamentali per le comunità, soprattutto nei piccoli centri e nei territori montani».

La presenza di questi uffici, per Pietrucci, resta un baluardo di speranza in un contesto che continua a impoverirsi. Garantire un presidio sanitario, una scuola o un ufficio postale, spiega, significa anche investire sul futuro di una comunità. Pietrucci critica aspramente il presidente della Regione, Marco Marsilio, nonché tutta la destra abruzzese colpevole, per il dem, di aver raccontato per anni che la filiera istituzionale, con lo stesso schieramento politico al governo dei Comuni, della Regione e del Paese, avrebbe portato vantaggi straordinari all’Abruzzo.

«Eccoli, i vantaggi: servizi ridotti, personale tagliato e territori sempre più isolati. Dov’è – si chiede Pietrucci – questa filiera quando bisogna difendere i cittadini delle aree interne? Marsilio vada al ministero competente, apra un confronto con Poste Italiane e pretenda che il piano venga rivisto. Le aree interne – chiude il consigliere regionale – non hanno bisogno di altre dichiarazioni d’amore. Hanno bisogno di servizi, investimenti e scelte politiche concrete».