28 Ottobre 2026 - 15:50:40

di Andrea Di Paolo

Quasi cento tra i Gruppi di Azione Locale italiani hanno risposto all’invito per l’edizione 2026 del “Forum Leader“, un’appuntamento di portata nazionale che trova la sua casa a L’Aquila, per una due giorni di concertazione e programmazione di iniziative comuni.

Al centro le aree interne, quelle marginali geograficamente e spesso distanti dai servizi essenziali. Quelle zone che, come nell’appennino abruzzese, necessitano di particolari politiche che ne sostengano lo sviluppo e che si pongano come argine alle criticità maggiormente sentite.

«Noi diciamo sempre – apre Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso-Velino – che quando un giovane, oppure una famiglia giovane decide di aprire un negozio, una bottega, un artigiano, un’iniziativa di tipo commerciale di natura ovviamente economica economica, non lo fa perché ha bisogno di sopravvivere ma perché fa una scelta importante e decide di scegliere in quel borgo in quella parte di montagna in quel paese e quindi garantisce un presidio umano».

Al centro la programmazione dei fondi europei per il quadriennio che va dal 2028 al 2032, usando il passato e i risultati conseguiti come bussola per orientare l’azione congiunta dei Gal nazionali.

«Un incontro che – continua Federico – ci vede impegnati nell’analizzare quelle che sono state le programmazioni appena chiuse ma soprattutto quelle che saranno le programmazioni future. In particolar modo tra il 2028 e il 2034, dove vorremmo e proporremo sicuramente delle iniziative ai rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura. Praticamente daremo a loro i risultati ma soprattutto – conclude – la prospettiva futura».

Fondamentale, inoltre, il contatto tra realtà molto distanti ma che, spesso e volentieri, condividono gran parte delle criticità. Ne abbiamo parlato con la presidente del Gal della Valle d’Aosta, una regione in massima percentuale montuosa e che combatte con il dramma dei collegamenti tra i centri abitati più marginali.

«Questi momenti di confronto – ci racconta Marta Anello – sono fondamentali anche perché ci sono delle affinità. Ad esempio anche noi dalla Valle d’Aosta abbiamo un territorio montano, siamo un po’ mal collegati con con il resto dell’Italia e abbiamo delle aziende piccole. Quello che mi è piaciuto molto è che c’è una risonanza anche con la città dell’Aquila e con i Gal e che entrambe sono delle realtà resilienti che cercano nonostante le difficoltà di portare avanti delle progettualità e di creare nuove opportunità – conclude – per la popolazione che ci abita».