28 Ottobre 2026 - 15:59:31
di Andrea Di Paolo
Ci sono nuovi dati al centro dell’evento che, questa mattina, è andato in scena nel Teatro San Filippo dell’Aquila.
Dati sviluppati dal centro studi Eures in collaborazione con la sigla sindacale Uil, che ha potuto trattare il tema della aree interne abruzzesi con una prospettiva quasi scientifica per delineare le principali istanze della popolazione che vi risiede.
In Abruzzo, si sa, il tema riguarda un’ampia fetta del territorio, anche se il rapporto tra la superficie delle aree interne regionali e la popolazione che ospitano, proprio per la carenza di servizi e di collegamenti con i principali centri urbani, è davvero sbilanciato.
«In questa regione – spiega il segretario di Uil Abruzzo Michele Lombardo – 202 comuni su 305 sono aree interne, 450.000 sono gli abitanti delle aree interne, più di un terzo del milione e 270 mila abitanti in tutto l’Abruzzo. C’è una condizione nella quale bisogna tornare a dare un senso per resistere in queste in queste zone, ma soprattutto per dare alle nuove generazioni quell’opportunità di lavoro, quell’opportunità di potersi costruire una famiglia, quello l’opportunità di poter avere una casa – chiude – in queste in queste aree».
Particolarmente attesa la presenza del segretario nazionale della sigla, Pierpaolo Bombardieri, che ha fatto il punto sugli interlocutori da coinvolgere, anche a livello nazionale, per dare seguito all’impegno, per ora essenzialmente formale, preso dalla politica per sostenere le aree più marginali in Abruzzo.
«Vorremmo fare delle proposte, – commenta ai nostri microfoni – vorremmo fare in modo che, grazie anche alla Regione, le persone che abitano in queste parti del territorio non si sentono persone di serie B. Le diseguaglianze colpiscono sempre i più deboli e quindi in modo particolare giovani, anziani, donne e chi vive di disagio sociale in modo più forte. È un modo – continua – per chiamare la politica all’assunzione di responsabilità che secondo noi sono importanti. Si tratta di un meccanismo che riguarda il territorio delle aree interne, in generale in tutta Italia abbiamo delle aree che rischiano di essere completamente disabitate. Proviamo invece a ricordare che ci sono aree del territorio, ma le stesse periferie delle città, che hanno bisogno di interventi altrimenti – conclude – non possiamo lamentarci se i nostri ragazzi si lamentano che mancano cose importanti».
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