28 Ottobre 2026 - 16:02:18

di Andrea Di Paolo

La resilienza dei territori non si improvvisa, si costruisce con un fondamentale percorso che attraversa la lettura dell’ambiente e il monitoraggio delle principali criticità che ci presenta. Per farlo Spee ha organizzato un momento di confronto in collaborazione con alcune delle realtà di ricerca più attive sul territorio.

Il titolo è “Oltre la Città intelligente” e l’obiettivo è quello di mettere a sistema le informazioni che arrivano dagli studiosi per costruire processi di tutela territoriale.

«Tutte queste tecnologie – spiega il presidente di Smee Luciano Ardingo – emettono dati e questi dati sono tanti, se rimangono non condivisi e non utili per le persone diventa caos digitale. Ecco perché occorre andare oltre e quindi l’intelligenza tecnologica deve necessariamente – conclude – diventare un intelligenza collettiva».

Fondamentale, per un processo tanto ambizioso, il coinvolgimento delle realtà più adatte. Perché se la raccolta dei dati non è abbastanza per conoscere e, di conseguenza, decidere, è altrettanto vero che riunire i dati in sistemi efficienti consente una gestione che, se non elimina l’incertezza, aiuta a gestirla.

«Ci sono – commenta Eugenio Coccia, presidente della commissione Grandi Rischi – delle condizioni in cui c’è consapevolezza, c’è conoscenza, c’è sviluppo tecnologico ossia ci sono proprio gli ingredienti per poter, da questa territorio, far partire un progetto importante a livello nazionale. L’importante è metterli a sistema perché siamo siamo messi bene come conoscenza e come produzione di dati però – chiude – questi dati vanno messi vanno messi insieme».

Coinvolto anche il tema prettamente politico, con l’intervento dedicato alla direttiva comunitaria che si propone come modello per la creazione di un sistema di conoscenza territoriale molto efficiente.

«Ci riferiamo – commenta il Col. Franco Federici, consigliere militare del presidente del Consiglio dei ministri – alla protezione fisica delle infrastrutture critiche da qualunque tipo di minaccia, antropica o non antropica. La direttiva UE è stata recepita nell’ordinamento nazionale con un specifico decreto legislativo e – spiega – siamo in una fase direi piuttosto avanzata del processo. È stata approvata dal presidente del Consiglio la strategia nazionale per la resilienza delle infrastrutture critiche, è stata diramata una valutazione del rischio e siamo adesso in una fase, insieme all’autorità settoriale competente, volta all’individuazione – chiude – degli operatori critici».