29 Ottobre 2026 - 13:21:28

di Redazione

Quindici casi di infezione da West Nile virus registrati in Abruzzo dall’inizio del 2026, di cui otto nella forma neuroinvasiva.

Su questi dati dell’Istituto Superiore di Sanità si è discusso a Teramo, nella sala congressi dell’ospedale, il seminario ‘Crisi climatica e salute: l’impatto ambientale sulla sanità’, promosso da Arpa Abruzzo per analizzare le ripercussioni del riscaldamento globale sulla salute pubblica.
 

Al centro del dibattito è emersa la necessità di adottare l’approccio integrato ‘One Health’, capace di unire tutela umana, animale e degli ecosistemi. Come illustrato da Paolo Fazii, direttore di Microbiologia e Virologia della Asl di Pescara, l’innalzamento termico favorisce l’espansione geografica degli insetti vettori, aumentando il rischio di circolazione di arbovirosi come West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika, oltre a facilitare la proliferazione nei bacini idrici di batteri insidiosi come il Vibrio vulnificus a seguito di alluvioni o riscaldamento delle acque.
 

Sul fronte delle risposte istituzionali, Giuseppe Bucciarelli del Dipartimento Sanità Abruzzo ha annunciato l’imminente approvazione in Giunta, entro fine ottobre, del nuovo Piano regionale della prevenzione 2026-2031, già inviato al Ministero.

Il direttore amministrativo di Arpa Abruzzo, Raimondo Micheli, e la responsabile Angela Delli Paoli hanno ribadito l’urgenza di far dialogare sanità e ambiente, puntando sulla resilienza dei territori e su normative dinamiche. I lavori si sono chiusi esaminando gli impatti indiretti della crisi: dalle conseguenze sulla morbilità e sulla salute mentale (ansia e stress da eventi estremi) analizzate dai medici della Asl 1 Roberta Martinelli e Claudia Cipollone, fino ai condizionamenti sugli stili di vita e sul lavoro approfonditi dalla ricercatrice Loreta Tobia dell’Università dell’Aquila.