29 Ottobre 2026 - 19:06:20
di Martina Colabianchi
In un gremitissimo Teatro San Filippo, uno dei centri culturali della città, il centrosinistra ha avviato ufficialmente il percorso per costruire un progetto unitario in vista delle elezioni comunali del 2027.
È proprio “unità” la parola chiave, insieme a “coinvolgimento”: l’idea è quella di un progetto che non può nascere solo dalle stanze della politica, ma che deve abbracciare le tante anime progressiste che animano la città capoluogo di Regione, in un dialogo con le esperienze e le idee non solo dei partiti, ma anche delle associazioni, delle realtà civiche e di tutti i cittadini che vorranno dare il loro contributo.
Insieme ai rappresentati politici del centrosinistra cittadino, al confronto hanno preso parte Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Laura Sparavigna, assessora alla Smart City del Comune di Firenze, e Luca Santilli, sindaco di Gagliano Aterno. Tre esperienze concrete di governo che hanno apportato cambiamenti concreti nei propri territori di riferimento, a partire dalla collegialità delle scelte e, come nel caso di Giani, anche dal coinvolgimento di un campo molto largo che fatica, anche sul nazionale, a trovare su tanti temi una comunità d’intenti.

Ma che deve riuscirci. Perché la chiave, in questa tornata elettorale, sarà non dividersi e correre uniti, non ripetendo gli errori del passato. E se per quanto riguarda il cosiddetto “campo largo” nazionale l’idea di un federatore sembra non prendere corpo, a L’Aquila sembrerebbe sempre più questa la strada scelta dai partiti per l’individuazione del futuro candidato sindaco. Il profilo che emerge è sempre più quello di una persona al di fuori dei partiti e della politica, espressione delle realtà civiche.
«Noi ci ritroviamo qui oggi consapevoli delle nostre fragilità – ha dichiarato Americo Di Benedetto, fondatore dell’associazione civico-politica Passo Possibile -. L’esigenza di andare oltre le parti passa proprio nella scelta di un elemento di aiuto rispetto a chi la sintesi di questo raggruppamento avrà l’onere, ma anche l’onore, di fare. La risposta c’è, e c’è la volontà di andare uniti forse per la prima volta».
«Oggi l’unità è dirimente, non è solo sufficiente, ma c’è anche tanta energia e tanta voglia di misurarsi se noi decliniamo la proposta nella maniera giusta – ha proseguito Di Benedetto -. Questo è un patto di buon governo della città che vuole, nel rispetto dei partiti, andare oltre i partiti, di non restare quindi nel recinto perimetrale degli stessi e di aprirsi alla città, perché noi vorremmo che tutte le energie potessero esprimersi e darci una mano per il buon governo della città. Lo vogliamo fare e lo possiamo fare solo se abbiamo la voglia e l’intenzione di trovare figure credibili che nella loro vita hanno dato molto alla città e che hanno la libertà di poter dire qualcosa».
Sulla stessa lunghezza d’onda Nello Avellani, segretario cittadino del Partito democratico.
«Apriamo il cantiere dell’alternativa, un’alternativa che finalmente si fonda sull’unità del centrosinistra qui a L’Aquila e delle forze politiche e civiche che in passato, purtroppo, si sono presentati divisi e che stavolta, invece, hanno deciso ciascuna di fare un passo indietro per farne insieme due in avanti – ha dichiarato il segretario -. Questo vuole essere un messaggio alla città: noi siamo la base da cui ricostruire, ma non siamo sufficienti, abbiamo bisogno delle migliori energie, delle migliori competenze e delle migliori intelligenze. Tutti noi siamo aperti a costruire insieme il cammino che inizia ora, ma che dovrà evolversi nei prossimi mesi anche attraverso la scelta di una figura che dovrà guidarci e che dovrà da un lato rappresentare tutte le anime di questa coalizione e, dall’altro, garantire l’apertura alla società civile perché le forze civiche e politiche attualmente costituenti questo percorso non sono sufficienti. Noi guardiamo oltre per fornire davvero agli aquilani un’alternativa a questa destra».
Tutto questo passa anche dall’ascolto di ragazze e ragazzi che ogni giorno vivono la città, e che immaginano la città di domani, «ma anche di alcuni amministratori che già praticano un governo aperto, corale e progressista».
Quella del candidato sindaco, dice Avellani in conclusione, dovrà essere «una figura che vada oltre i partiti, che ci aiuti ad allargare il perimetro della nostra coalizione: immaginiamo una figura civica di altissimo profilo che possa dare riscontro alle legittime priorità programmatiche di ogni forza politica, ma che sia anche in grado di parlare alla città oltre noi e che sia in grado di costruire una coalizione ancora più larga di quella qui presente».
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