31 Ottobre 2026 - 09:21:51
di Redazione
«Il futuro del personale precario della Asl 1 Abruzzo entra in una nuova e determinante fase di confronto. L’incontro tra la segreteria territoriale Fials L’Aquila e la direzione generale dell’azienda sanitaria ha rappresentato un passaggio significativo e fecondo per affrontare una delle questioni più complesse e delicate dell’intero sistema sanitario provinciale: garantire un orizzonte di certezza professionale a centinaia di lavoratrici e lavoratori che, mediante un apporto quotidiano qualificato e instancabile, hanno assicurato e continuano a sostenere l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nei presidi ospedalieri e territoriali».
Lo scrivono in una nota Marcello Ferretti, Salvatore Placidi e Marco Rossi di Fials L’Aquila.
«Il confronto si è sviluppato su basi di rigorosa analisi tecnica, vagliando i dati organici, approfondendo l’articolato quadro normativo di riferimento e, soprattutto, ricercando percorsi operativi concretamente percorribili. Il dato più rilevante emerso dal tavolo istituzionale risiede nella convergenza sull’obiettivo fondamentale: non disperdere le preziose professionalità già acquisite e delineare percorsi risolutivi che conducano alla stabilizzazione a tempo indeterminato del personale in possesso dei requisiti di legge. Si
tratta di un’apertura che la Fials considera essenziale e che consente di guardare ai successivi passaggi
amministrativi con fondata fiducia. La dimensione del fenomeno investe una platea complessiva stimata in circa 300 operatori precari afferenti all’area del comparto sanità, ai quali si affiancano indicativamente 60-70 unità appartenenti alla dirigenza medica e sanitaria. Una realtà rilevante che impone una trattazione organica e lungimirante dei fabbisogni, superando la precarietà contrattuale attraverso tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento», proseguono.
«A tal fine la Fials aveva formalmente investito la direzione generale mediante note puntuali e una circostanziata istanza di ricognizione, sollecitando un riscontro formale sulle modalità di reclutamento, sui percorsi normativi pregressi e sull’anzianità di servizio maturata – aggiungono- Dalla prima fase ricognitiva emerge la stima di circa 83 lavoratori che risultano aver già consolidato i requisiti prescritti per accedere direttamente ai canali di stabilizzazione. Un riscontro oggettivo di primaria importanza che, pur richiedendo i puntuali perfezionamenti istruttori, pone una base tangibile e inderogabile al centro del tavolo aziendale. Il confronto ha ripercorso con favore anche la storia amministrativa recente della ASL 1 Abruzzo: nell’arco degli ultimi quattro-cinque anni l’Azienda ha già condotto con successo la stabilizzazione di circa 400 infermieri, attingendo alle procedure dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 75/2017 (Legge Madia) e alle specifiche tutele per il personale del Servizio Sanitario Nazionale,
della legge n. 234/2021 e successive modificazioni, unitamente agli istituti della mobilità. Un precedente concreto che dimostra come sia possibile coniugare la legalità delle procedure con la continuità assistenziale».
Fials sottolinea che la direzione generale «ha manifestato una concreta sensibilità verso la salvaguardia del capitale umano aziendale. Fials e direzione hanno convenuto sulla priorità di valorizzare l’esperienza maturata sul campo, individuando soluzioni idonee a garantire stabilità occupazionale nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e dei vincoli finanziari. L’azione sindacale proseguirà dunque sui consueti pilastri: rigore della conoscenza dei dati, formulazione di proposte giuridicamente solide, dialogo istituzionale stringente e costante verifica del raggiungimento dei risultati».
«Abbiamo ritenuto doveroso promuovere questo momento di confronto perché il futuro di centinaia di professionisti della nostra sanità merita risposte chiare e percorsi definiti. L’impegno e la dedizione con cui quotidianamente operano nei nostri presidi rappresentano un valore prezioso per la comunità, ed è
prioritario costruire per loro una prospettiva stabile. Nel dialogo con la direzione generale abbiamo riscontrato attenzione, disponibilità e una comune visione d’intenti sul principio di non disperdere il patrimonio di competenze maturate all’interno dell’Azienda. La stima dei primi 83 operatori che hanno già consolidato i requisiti di legge costituisce una base solida da cui partire: continueremo a lavorare con spirito propositivo, serietà e costante interlocuzione, affinché questo clima di fattiva convergenza possa tradursi presto negli atti amministrativi attesi, a tutela del personale e della qualità dei servizi sanitari territoriali».
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