31 Ottobre 2026 - 15:16:18
di Redazione
Si è conclusa con la cattura dei cinque cani randagi l’emergenza verificatasi nell’area faunistica di Rovere, nel territorio comunale di Rocca di Mezzo, dove gli animali erano riusciti a introdursi all’interno della recinzione che si estende lungo il perimetro dei 7 ettari dell’area.
L’allarme è scattato nella serata di mercoledì 28 ottobre, quando il sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, ha segnalato la presenza dei cani alla presidenza del Parco Sirente Velino. Immediatamente sono intervenute la Polizia Locale e le Guardie Parco per un primo sopralluogo. Le operazioni, tuttavia, non hanno potuto essere avviate pienamente all’imbrunire, sia per il sopraggiungere della notte sia per la vastità e la conformazione dell’area, caratterizzata anche da tratti rocciosi e particolarmente impervi.
Le attività sono riprese alle prime luci del mattino successivo, con il coinvolgimento della Asl 1 Abruzzo, diretta dal dottor Paolo Costanzi, dei Carabinieri Forestali, delle Guardie Parco del Sirente Velino e del personale veterinario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Per le operazioni di recupero sono state utilizzate gabbie con richiami alimentari e droni, impiegati per indirizzare i cani verso i punti predisposti per la cattura. Gli animali, che avevano assunto un comportamento di branco, hanno attaccato tre camosci che sono deceduti, mentre i cani sono stati progressivamente avvicinati, catturati e successivamente sedati in sicurezza.
«Ci tengo a ringraziare sentitamente tutte le autorità intervenute con una tempestività encomiabile” dichiara il presidente del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, Francesco D’Amore. “Un ringraziamento va al sindaco di Rocca di Mezzo Emilio Nusca e alla Polizia locale, al direttore della Asl, dottor Paolo Costanzi, e al suo personale, al direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Sammarone, che si è immediatamente messo a disposizione, insieme alla veterinaria, dottoressa Vincenza Di Pirro. Ringrazio naturalmente anche il direttore del Parco Sirente Velino, dottor Dario Ciamponi, e le nostre Guardie Parco».
«La collaborazione tra istituzioni e la tempestività dell’intervento hanno consentito di gestire l’emergenza e mettere in sicurezza gli animali catturati. Adesso la priorità assoluta è completare il monitoraggio delle recinzioni, individuare ogni possibile punto di accesso e lavorare per rafforzare ulteriormente le protezioni, garantendo la massima tutela alla fauna ospitata nell’area faunistica», conclude il presidente.
Parallelamente alle attività di cattura dei cani randagi, infatti, è partita la verifica delle condizioni della recinzione. L’area faunistica si estende per circa sette ettari e le Guardie Parco stanno perlustrando l’intero perimetro per individuare eventuali rotture, tagli o manomissioni della rete. I primi accertamenti hanno evidenziato la presenza di zone scavate lungo il perimetro, attraverso le quali i cani potrebbero essere riusciti a entrare. Le verifiche proseguiranno per individuare eventuali altri punti vulnerabili, un’attività resa più complessa dalla presenza di tratti rocciosi e difficilmente accessibili.
Sul fronte degli interventi strutturali, il Consiglio direttivo del Parco ha già deliberato lo stanziamento delle risorse necessarie per la riparazione dei danni e il rafforzamento delle protezioni dell’area.
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