02 Novembre 2026 - 09:35:44
di Tommaso Cotellessa
L’Inps Abruzzo si avvia verso una riorganizzazione degli uffici che si occupano della Gestione Pubblica, il settore che segue le pratiche relative a pensioni, Tfr, Tfs e alle lavorazioni connesse. A sollevare la questione è l’Unione Sindacale di Base (Usb), che denuncia l’intenzione del direttore regionale dell’Inps Abruzzo, Antonello Crudo, di istituire un Polo regionale della Gestione Pubblica nella sede di Pescara.
L’ipotesi, al momento emersa da informazioni provenienti dalle sedi territoriali dell’Inps e dalle dichiarazioni dello stesso direttore regionale, rischia, secondo il sindacato, di incidere pesantemente sull’attuale organizzazione del servizio, che prevede un presidio omogeneo in tutte le sedi provinciali dell’istituto.
Un modello organizzativo che, secondo l’Usb, si è dimostrato efficace grazie alla presenza, in ciascuna sede, di personale qualificato e competente, capace di riportare le consistenti giacenze della Gestione Pubblica a livelli di lavorazione ordinaria e di garantire risposte a un’utenza numerosa.
La creazione di un unico polo a Pescara rischierebbe invece di disperdere le professionalità maturate negli anni attraverso l’esperienza e la formazione, con la conseguente ricollocazione del personale su altre attività. A pagarne le conseguenze, secondo l’organizzazione sindacale, sarebbe soprattutto l’utenza, che potrebbe andare incontro a ritardi e disfunzioni. A questo si aggiungerebbe il disagio per i lavoratori pubblici e i pensionati, costretti a raggiungere Pescara dalle diverse zone dell’Abruzzo per ottenere chiarimenti sulla propria posizione pensionistica, in una regione dove anche i collegamenti e la mobilità pubblica risultano carenti.
L’Usb richiama inoltre le dichiarazioni pronunciate da Crudo al momento del suo insediamento in Abruzzo, nel maggio 2026, quando il direttore regionale aveva posto l’accento sulla necessità di rafforzare la presenza dell’istituto sul territorio, puntando su prossimità e vicinanza ai cittadini. Una linea che, secondo il sindacato, rischierebbe di essere contraddetta dalla nuova ipotesi organizzativa.
A rafforzare le perplessità dell’organizzazione sindacale ci sarebbero anche le precedenti esperienze maturate in altre regioni italiane, dove la creazione di poli unici per la Gestione Pubblica non avrebbe prodotto risultati soddisfacenti, rendendo necessaria la successiva riallocazione del servizio nelle sedi provinciali, con conseguenti accumuli di arretrati e disfunzioni.
Per queste ragioni, l’Usb Pubblico Impiego ha richiesto alla Direzione regionale l’apertura di un tavolo di confronto specifico, sottolineando la necessità di un’analisi più approfondita dell’eventuale istituzione del polo pescarese. Il sindacato richiama anche le linee guida organizzative dell’Inps, che prevederebbero la possibilità di istituire poli per materie specialistiche o riferite a comparti circoscritti, e non per attività ordinarie come la gestione delle pensioni pubbliche.
Infine, l’organizzazione sindacale invita le amministrazioni comunali delle principali città abruzzesi a intervenire sulla questione, evidenziando il rischio che il trasferimento a Pescara di tutte le pratiche relative ai dipendenti pubblici della regione possa indebolire i presidi provinciali e privare i territori di funzioni essenziali per i cittadini.
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