03 Novembre 2026 - 17:08:58
di Tommaso Cotellessa
Un appello che prima ancora di annunciare una mobilitazione si presenta come una richiesta di ascolto, un’attenzione sostanziale da parte della città ai giovani del territorio.
«Vogliamo studiare, vivere la nostra città e avere spazi degni di questo nome. Vi chiediamo di non guardarci con diffidenza o di liquidare le nostre rivendicazioni come “disagio giovanile”: vi chiediamo di ascoltarci e di sostenerci».
Con queste parole le studentesse e gli studenti del collettivo Studenti Uniti in Movimento (Sum) annunciano la mobilitazione di sabato 7 novembre, a partire dalle 8.30, nel parcheggio del Liceo musicale in Via Ficara. La manifestazione, sorta in particolare dalle esigenze delle studentesse e degli studenti dei licei annessi al Convitto nazionale Domenico Cotugno, nasce come un grido, non di battaglia, ma di esistenza. La richiesta è quella di essere considerati come interlocutore responsabile e necessario.
La richiesta è infatti quella di poter costruire «un confronto reale, che superi i pregiudizi con cui spesso, sono etichettate le mobilitazioni studentesche».
«La nostra mobilitazione – chiariscono gli studenti – non è né un capriccio, né un pretesto per saltare le lezioni, ma l’espressione di una comunità stanca delle ingiustizie».
Ed è con precisione che i rappresentanti del collettivo indicano le ingiustizie a cui fanno riferimento.
Resta alta la tensione riguardo l’edilizia scolastica: «A distanza di diciassette anni dal sisma, la nostra normalità scolastica è ancora un’emergenza dimenticata. Molti di noi studiano ancora dentro i MUSP, nati come strutture provvisorie e, nonostante i vari lavori, naturalmente deteriorate nel tempo, in edifici che non sentiamo idonei al regolare svolgimento delle lezioni, in particolare nella palestra perennemente sovraffollata, tanto da costringere le nostre e i nostri docenti ad organizzarsi in ogni modo possibile per garantire la nostra sicurezza e qualche attività».
Fra le istanze che i giovani intendono portare in piazza anche il tema dei trasporti: «Muoversi è un’impresa e un costo: gli abbonamenti ai mezzi per chi viaggia da fuori comune superano i 1000 euro all’anno ( ad esempio chi viaggia da Celano paga 813€ di abbonamento TUA insieme ai 232€ dell’AMA), a fronte di un servizio inefficiente che non garantisce collegamenti adeguati nemmeno verso i poli scolastici o il Conservatorio, frequentato quotidianamente dalla comunità studentesca, che tra l’altro si trova a viaggiare ed affrontare percorsi a piedi spesso con i propri strumenti musicali».
«Viviamo tutto questo mentre le nostre famiglie – proseguono gli studenti – affrontano un carovita e un carobenzina che premono pesantemente sulla vita quotidiana. Il solo rientro a scuola annuale si stima tra i 1.200 e i 1.300 euro (stime Codacons, Federconsumatori ed Eurores-Adoc ), e i viaggi d’istruzione o gli stage formativi sono ormai diventati un lusso che taglia fuori chi non può permetterselo e nega il diritto alla formazione sul campo».
Anche a L’Aquila dunque i giovani tornano a farsi sentire. Sabato a Colle Sapone l’auspicio è che ci sia qualcuno ad ascoltarli.
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