04 Novembre 2026 - 11:23:30

di Tommaso Cotellessa

Il futuro dell’ex Asilo occupato torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare interrogativi sull’avviso pubblicato dal Comune dell’Aquila per la gestione degli spazi nell’ambito del progetto «INNOVA-GIOVANI» sono Alessandro Tettamanti, segretario del circolo Pd L’Aquila Centro, ed Emanuele Amadio, de L’Aquila Coraggiosa, che chiedono chiarimenti sulle modalità di partecipazione, sulle condizioni economiche previste e sul percorso seguito dall’amministrazione.

«Restituire l’ex Asilo alla città e al protagonismo delle giovani generazioni è un obiettivo che abbiamo sostenuto e per il quale abbiamo lavorato», premettono i due esponenti, sottolineando tuttavia come l’attuale avviso rischi di allontanarsi proprio da questa finalità.

Secondo quanto ricostruito da Tettamanti e Amadio, fu il raggruppamento di associazioni Asilo Recombinant, attraverso in particolare l’interessamento di Domenico Capanna, a sottoporre all’amministrazione comunale l’opportunità di partecipare al bando ANCI. La proposta venne illustrata anche durante una riunione ufficiale a Palazzo Margherita, il 23 gennaio 2025, con i rappresentanti del Comune.

L’idea iniziale, spiegano, era quella di avviare un percorso partecipativo di coprogettazione, coinvolgendo scuole, università e giovani del territorio, con l’obiettivo di far emergere disponibilità e idee per la gestione dello spazio. Un percorso che avrebbe dovuto accompagnare la nascita di un soggetto gestore a maggioranza under 35, attraverso attività di confronto, orientamento e tutoraggio. In questa direzione era stato predisposto anche un questionario.

Da qui la prima questione sollevata dai due esponenti: «Chiediamo come sia stata realizzata questa fase, chi sia stato coinvolto e quali risultati abbia prodotto».

Nel mirino finiscono soprattutto i requisiti richiesti dall’avviso comunale. Secondo Tettamanti e Amadio, il Comune starebbe cercando una realtà giovanile già strutturata, con esperienza e capacità organizzative ed economiche significative. Tra le condizioni contestate figurano la necessità di documentare attività svolte almeno negli ultimi tre anni e, nel caso di aggregazioni, l’obbligo che ciascun componente abbia una maggioranza di under 35. Requisiti che, secondo i firmatari, sarebbero più restrittivi rispetto a quelli previsti dall’avviso nazionale ANCI e rischierebbero di ostacolare la nascita di nuove realtà giovanili.

Dubbi anche sulle condizioni economiche e temporali. Il contributo massimo destinato al soggetto gestore ammonta a 116mila euro, nell’ambito di un progetto complessivo da 350mila euro. La gestione avrà una durata di dodici mesi, ma le spese finanziate dovranno essere sostenute e rendicontate entro il 5 marzo 2027. Inoltre, viene evidenziata la clausola che pone a carico del gestore il rischio di eventuali ritardi o mancata erogazione dei fondi, senza possibilità di avanzare pretese nei confronti del Comune.

«Come si conciliano queste condizioni con l’obiettivo di far nascere e crescere nuove esperienze giovanili? Quali possibilità concrete vengono offerte a ragazzi e ragazze che hanno idee e volontà di impegnarsi, ma non dispongono già di un’organizzazione consolidata e di risorse da anticipare?», chiedono.

Un’ulteriore criticità riguarda i tempi per presentare le candidature. Alla pubblicazione dell’avviso, avvenuta il 20 ottobre, sarebbe seguita una comunicazione pubblica più ampia soltanto il 30 ottobre, con la conseguenza di ridurre di dieci giorni il periodo effettivamente utile per conoscere l’opportunità e organizzare una candidatura.

Infine, il tema della destinazione dello spazio. Per i due esponenti, cultura, turismo e imprenditorialità possono certamente convivere con l’innovazione sociale, ma occorre evitare che l’attenzione verso il turismo e L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 finisca per snaturare la funzione originaria dell’ex Asilo. L’obiettivo, sostengono, deve rimanere quello di uno spazio aperto e accessibile, dedicato all’aggregazione, alla sperimentazione e alla produzione artistico-culturale, nel quale i giovani possano essere protagonisti delle scelte e delle proposte.

Nel loro intervento richiamano anche la storia dell’edificio, riqualificato attraverso fondi ministeriali stanziati nel 2014, ai quali si aggiunsero quelli della Cgil, per un progetto destinato alla socialità giovanile. Un percorso che, ricordano, aveva trovato un impulso nell’occupazione dell’edificio da parte di associazioni e comitati nel 2011, contribuendo ad accendere l’attenzione pubblica sul futuro della struttura.

La richiesta rivolta all’amministrazione è quindi quella di aprire un confronto pubblico, fornire chiarimenti sulle condizioni economiche e temporali dell’avviso e disporre una proroga dei termini per le candidature, coordinandola con le scadenze del finanziamento.

«L’occasione ottenuta grazie al bando ANCI merita un percorso capace di allargare la partecipazione e costruire un futuro progettato insieme per l’ex Asilo», concludono Tettamanti e Amadio, annunciando che continueranno a monitorare gli sviluppi dell’avviso attraverso gli strumenti a disposizione dei rispettivi gruppi di riferimento in sede comunale.