06 Novembre 2026 - 19:25:44
di Tommaso Cotellessa
Sono state dissequestrate le quattro autocisterne coinvolte nell’operazione Red Gold, l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Pescara e coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano su una presunta frode nella commercializzazione di prodotti petroliferi.
Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria a circa sei mesi dall’avvio dell’indagine, arriva al termine di una serie di verifiche tecniche effettuate sui mezzi e sui dispositivi utilizzati per misurare i quantitativi di carburante distribuiti.
Secondo quanto riferito dalla difesa dell’imprenditore Massimo Pacilli, gli accertamenti sui misuratori volumetrici delle autocisterne non avrebbero evidenziato superamenti delle tolleranze metrologiche consentite dalla normativa, fissate entro il limite del 5 per mille.
Anche le analisi condotte dal Laboratorio chimico delle Dogane di Roma, sempre secondo quanto comunicato dai legali, non avrebbero confermato l’ipotesi di una miscelazione tra gasolio destinato al riscaldamento e gasolio per autotrazione nei campioni esaminati.
L’inchiesta, avviata nell’aprile scorso, aveva ipotizzato l’esistenza di un sistema attraverso il quale sarebbero stati consegnati ai clienti quantitativi di carburante inferiori rispetto a quelli riportati nella documentazione commerciale, mediante una presunta manomissione dei contatori installati sulle autocisterne.
Nel corso delle verifiche sarebbero state riscontrate alcune irregolarità relative ai sigilli e alla documentazione metrologica dei mezzi, successivamente regolarizzate attraverso interventi autorizzati dall’autorità giudiziaria.
Il dissequestro rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione della vicenda giudiziaria, pur non determinando automaticamente la conclusione dell’inchiesta. Gli esiti degli accertamenti tecnici, così come riferiti dalla difesa, costituiscono elementi che dovranno essere valutati nell’ambito del procedimento ancora in corso.
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