06 Novembre 2026 - 18:50:19
di Tommaso Cotellessa
Le eccellenze della ricerca artistica italiana si sono date appuntamento all’Aquila in occasione della XX edizione del Premio Nazionale delle Arti, un’iniziativa che porta nel capoluogo abruzzese alcuni dei migliori talenti emergenti del panorama artistico nazionale. Un appuntamento di particolare rilievo per l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, che conferma il proprio ruolo centrale nel sistema culturale cittadino, proprio nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura.
Una partecipazione significativa, con oltre 400 partecipanti e più di 120 finalisti, protagonisti di una manifestazione che non si esaurisce nella cerimonia di premiazione, ospitata dall’Abaq, ma proseguirà con due momenti espositivi ospitati a Palazzo Benedetti e nell’ex convento di Santa Caterina, destinato a diventare, dal prossimo anno, una nuova sede dell’Accademia nel centro storico cittadino.
«Una giornata particolare per l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, per il Ministero dell’Università e della Ricerca, ma soprattutto per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura – ha dichiarato il direttore dell’ABAQ, Marco Brandizzi – Sono presenti 123 finalisti in questa importante cerimonia di premiazione. Da domani mattina prenderanno il via i due momenti espositivi a Palazzo Benedetti e nell’ex convento di Santa Caterina. È il coronamento del ruolo centrale che l’Accademia riveste nel sistema culturale della città e non solo».
Un’occasione che rappresenta anche un punto di partenza per consolidare i risultati raggiunti nel corso del 2026. «La nostra intenzione – ha aggiunto Brandizzi – è riuscire a far crescere tutto ciò che è stato seminato durante quest’anno, così da mantenere alto il livello intellettuale e la proposta culturale della città dell’Aquila».
Al centro della manifestazione il valore della ricerca artistica, intesa non soltanto come sperimentazione estetica, ma come strumento di conoscenza capace di mettere in relazione discipline, linguaggi e sensibilità differenti.
«Il Premio rappresenta un momento davvero importante di valutazione della ricerca artistica – ha sottolineato Giovanna Cassese, componente del Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – La ricerca è un momento di conoscenza transdisciplinare. La cultura italiana si è sempre distinta per le arti, la musica, il design e il restauro. Questo Premio rappresenta un grande patrimonio di talenti».
Una manifestazione che guarda soprattutto alle nuove generazioni e al loro contributo al futuro della cultura italiana. «In questo momento l’alta formazione artistica sta portando avanti una vera rivalutazione della ricerca artistica in Italia. Questi ragazzi rappresentano il futuro e il valore del nostro Paese a livello internazionale. L’Aquila sta offrendo un contributo davvero importante, con un’Accademia sempre più inserita nelle politiche culturali e nel sistema dell’arte», ha aggiunto Cassese.
A evidenziare il legame tra formazione artistica, territorio e sviluppo culturale è stato anche Rinaldo Tordera, presidente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, che ha richiamato la crescente responsabilità delle Accademie nel panorama dell’alta formazione.

«L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila si muove all’interno del territorio attraverso tantissime iniziative e questa è particolarmente importante. Qui converge il meglio della ricerca artistica del nostro Paese. Le Accademie sono ormai istituzioni di livello universitario a tutti gli effetti e questo comporta una responsabilità sempre maggiore nell’ambito della formazione e della ricerca».
Un impegno che assume anche una dimensione economica e sociale. «La cultura è fondamentale perché crea economia. Il pensiero e la capacità di progettare, anche quando si muovono su un piano astratto, offrono sempre la possibilità di approfondire il rapporto con la società», ha concluso Tordera.
Il XX Premio Nazionale delle Arti diventa così un’ulteriore occasione per rafforzare la vocazione culturale dell’Aquila, valorizzando il contributo delle nuove generazioni e confermando il ruolo dell’Accademia di Belle Arti come luogo di formazione, sperimentazione e produzione culturale. Un patrimonio di esperienze e competenze destinato a lasciare un’eredità anche oltre il 2026, trasformando l’anno da Capitale Italiana della Cultura in un’opportunità di crescita duratura per l’intero territorio.
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