23 Febbraio 2026 - 16:43:13
di Martina Colabianchi
Chi la percorre ogni giorno lo sa: attraversare in auto la provinciale via L’Aquila-Sassa, che attraversa il centro abitato di Sassa, sta diventando sempre più complicato a causa delle pessime condizioni del manto stradale, e non solo. Chi si trova a dover percorrere tante altre strade cittadine sa anche che questo non è certo un caso isolato.
È così che l’ingegnere architetto Quirino Crosta, rivolgendosi al sindaco Biondi, al dirigente settore strade Vincenzo Tarquini, all’assessore con delega alla Vivibilità delle Frazioni Laura Cucchiarella e ai consiglieri comunali tutti, ha deciso di passare all’azione dando inizio ad una campagna di segnalazione «in supporto e sollecitazione all’amministrazione comunale, in merito alle condizioni delle strade comunali e non».
Come detto, Crosta ha deciso di partire dalla provinciale via L’Aquila-Sassa, in particolare nella prima metà della strada ricompresa fra i due semafori, in corrispondenza dell’intersezione con via della Fonte.
Da come si può vedere nelle foto, salta all’occhio l‘accumulo di detriti contro le pareti (esterne) delle abitazioni e/o pertinenze varie. Accumuli, spiega Crosta, «causati dalla corrivazione delle acque meteoriche e delle perdite della rete idrica che, anzichè finire nella rete fognaria, torrentiziano a pelo libero sulle strade: gli accumuli e le acque comportando un incremento dell’umidità di risalita e conseguente danno (a causa dei cicli di gelo-disgelo) con disgregazione degli intonaci e della muratura; la costante presenza di acqua nelle murature compromette anche la qualità muraria e la salubrità degli ambienti».

L’ingegnere segnala anche «un caso piuttosto creativo di imbrigliamento o deflusso delle acque da un tombino verso una banchina: si vede un tubo chiaro uscire da un tombino, come se fosse il “troppo-pieno”, come a portare l’acqua nella banchina colma di detriti vari, l’acqua finisce naturalmente sulla strada, già penosamente devastata; oltre che segnalare la creativa e auspicabilmente temporanea soluzione adottata, a tutte le famiglie residenti che se ne sono rese conto, preme segnalarvi come i lavori in quel punto e poco più a valle siano in corso da mesi e mesi, come se non si riuscisse a riparare una perdita d’acqua (perdita che anche io negli anni ho più volte segnalato tanto al comune che alla GSA)».

Come già detto, ci sono poi le criticità legate al manto stradale, peggiorate ulteriormente dal maltempo. «I cicli di gelo-disgelo, le acque non immesse in fogna e l’intenso traffico riducono stagionalmente la strada in frantumi, pozze, avvallamenti; la sicurezza stradale, nonostante i semafori, come già più volte riportato, ne risulta compromessa», spiega Crosta.

C’è infine l’occlusione di un tombino in via della Fonte. «Sebbene la raccolta delle acque sembrerebbe ancora funzionare, – spiega – è di tutta evidenza come questa condizione sia a dir poco lunare, come il resto della superficie viaria: tanto per le condizioni delle buche simili a crateri che per la stravaganza della situazione».

«A tutte le persone residenti, tanto a Sassa che nel resto delle frazioni, è ben chiaro, come più volte sottolineato dall’ufficio deputato, che la strada in questione non è di proprietà del Comune e, trovandoci al di sotto dei 10.000 abitanti, la manutenzione rimarrebbe in capo alla Provincia, ente proprietario. Tuttavia la sicurezza, la manutenzione straordinaria della partecipata del Comune, la GSA, il decoro e la decenza dei centri abitati restano ancora un fiore all’occhiello della politica di questa Amministrazione Comunale, tanto da aver designato un’assessorato ad hoc, con delega precisa “alla vivibilità delle frazioni».
«Ora, siccome nessuna delle evidenze rappresentate nelle immagini testimonia decoro, decenza, sicurezza e meno che mai vivibilità, ci si aspetta un riscontro più generoso degli ultimi due ricevuti, nel merito e nel metodo della gestione delle criticità nelle frazioni», conclude Quirino Crosta.
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