24 Febbraio 2026 - 12:21:50

di Marianna Galeota

Sono partiti da due settimane e si concluderanno entro la fine della primavera i lavori per la realizzazione del sistema integrato di videosorveglianza (lotto 2) dei comuni dei Cratere, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere, a Fossa.

Un progetto dal valore complessivo di 1.3 milioni, oltre all’importo di 139 mila euro già accantonati per la futura gestione associata di un’unica control room che prevede telecamere con lettura targhe installate nei 12 comuni di Fagnano Alto, Ocre, Acciano, Fossa, Barisciano, Fontecchio, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.

L’Usrc, guidata da Raffaello Fico, ha avuto il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore, compito che l’ufficio sta portando a compimento dopo l’adesione alla convenzione Consip, “Sistemi di Videosorveglianza e servizi connessi 2 – Lotto 7”, aggiudicata alla Sicuritalia S.p.A.

L’impegno dei Comuni ha rappresentato il primo passo verso la realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza territoriale, con una proposta all’avanguardia nel panorama nazionale di realizzazione e gestione associata degli impianti.

Quasi contestualmente, l’Usrc è stato inoltre delegato dalla Struttura di Missione per il sisma 2009 e dal commissario straordinario per gli eventi sismici del 2016 per l’intervento di implementazione dei sistemi di videosorveglianza dei 56 Comuni del Cratere con uno stanziamento di 2 milioni a valere su fondi PNC-PNRR, delega attuata nuovamente attraverso adesione alla convenzione Consip per 3 distinti Lotti funzionali nell’intento di realizzare un sistema di videosorveglianza tecnologicamente omogeneo e potenzialmente idoneo a consentire un’unica futura gestione associata.

«I due interventi sono formalmente distinti ma pienamente convergenti verso un unico obiettivo strategico: la realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza capace di presidiare gli accessi ai centri abitati e monitorare le aree maggiormente sensibili, rafforzando in modo significativo la sicurezza e la tutela del territorio, obiettivo condiviso ed approvato anche dalle Prefetture-Uffici Territoriali del Governo territorialmente competenti», affermano dall’Usrc.

Nella progettazione del lotto 2, cui convergono i 12 Comuni, «si è partiti dalle criticità emerse durante i sopralluoghi e dall’analisi del rischio effettuata, sviluppando scelte condivise in stretta collaborazione tra le amministrazioni comunali coinvolte, l’USRC, i professionisti incaricati e l’impresa esecutrice, sinergia indispensabile per l’efficace risoluzione delle numerose problematiche di carattere tecnico ed amministrativo derivanti da un progetto di così ampia e ambiziosa portata territoriale».

Gli impianti previsti ed in via di realizzazione sono stati progettati facendo riferimento ad un’ottica generale che perseguisse le principali finalità «di soddisfare le esigenze delle amministrazioni in termini di aumento della sicurezza del territorio comunale; soddisfare le esigenze delle Autorità preposte al controllo e al rispetto dell’ordine pubblico; garantire elasticità e flessibilità degli impianti anche in ottica di futuri eventuali ampliamenti degli stessi; trovare un punto di equilibrio ottimale tra numero di telecamere di contesto e numero di telecamere di lettura targhe tarato sulle specifiche esigenze di ciascun Comune e delle proprie caratteristiche territoriali ed urbanistiche».

Ben oltre l’aspetto puramente tecnologico, l’elemento di più forte innovazione, sottolineano da Usrc, è la progettazione «di una gestione associata degli impianti, ottica che travalica i confini del singolo Comune e che consentirà di realizzare quell’integrazione tra i singoli impianti di videosorveglianza che costituiva il nucleo essenziale delle prime intenzioni espresse dai 12 Comuni già diversi anni fa».

La gestione associata consentirà «la realizzazione di economie di scala, una manutenzione tecnica efficace e tempestiva degli impianti e aprirà il territorio anche a future implementazioni di attività di studio, monitoraggio e sviluppo locale che presuppongono le medesime infrastrutture tecnologiche, rimanendo aperta anche all’auspicata adesione degli altri Comuni del Cratere».

«Il progetto nasce per aggregare i comuni dell’ area omogena 8 in un sistema di controllo del territorio – ha commentato il sindaco fi Fossa Fabrizio BoccabellaInfatti è stato pensato di installare le telecamere in tutti i punti strategici di accesso. In pratica entrare nel territorio da Fossa o da Poggio Picenze e Barisciano, significa entrare nell’area 8 e quindi, tramite una centralizzazione del sistema, di controllare tutti i veicoli sospetti per poterli segnalare alle forze dell’ordine».