24 Febbraio 2026 - 18:39:07
di Tommaso Cotellessa
A pochi mesi dall’avvio della stagione estiva e nell’anno in cui la città dell’Aquila riveste il titolo di Capitale italiana della Cultura, resta ancora irrisolta la questione dei dehors nel centro storico. A denunciare lo stallo sono i consiglieri comunali Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, che parlano di «situazione ancora ferma» dopo oltre due anni di audizioni, proposte e sollecitazioni.
«Siamo stati costretti a richiedere e svolgere l’ennesima Quinta Commissione per capire a che punto sia il regolamento dei dehors nel centro storico – dichiarano –. Dopo oltre due anni l’unica cosa che è cambiata è il passaggio delle deleghe: dal vicesindaco Raffaele Daniele all’assessore Francesco De Santis. Per il resto, nell’anno di Capitale della Cultura, la situazione è ancora ferma».
Secondo i due esponenti di opposizione, le promesse di un nuovo regolamento condiviso non si sono tradotte in atti concreti. «Ci era stato garantito un percorso di confronto per arrivare a una disciplina aggiornata e chiara, ma ad oggi non è stato fatto alcun passo avanti. Ora si apprende che si è in attesa di una nuova regolamentazione da parte del Governo, annunciata per dicembre ma ancora inesistente, mentre l’estate è ormai alle porte».
Romano e Rotellini puntano il dito anche sulla mancanza di strumenti operativi. «Non sono stati strutturati controlli efficaci, neppure attraverso soluzioni semplici come la realizzazione di sagome a terra per delimitare i metri quadrati concessi dal Comune. Non è stato avviato alcun confronto sulla possibilità di installare dehors chiusi, nonostante avessimo depositato agli atti, già nel 2023, una proposta progettuale presso il dirigente Evangelisti».
Altro nodo irrisolto, secondo i consiglieri, è quello del rapporto con la Soprintendenza. «Non esiste ancora un accordo, che era stato annunciato come imminente per accelerare le autorizzazioni triennali. Oggi regna il far west: le attività commerciali che hanno richiesto i dehors o che devono procedere ai rinnovi non hanno certezze sui tempi né sui controlli».
La critica dell’opposizione si concentra sulla mancanza di una visione complessiva capace di coniugare esigenze economiche e tutela del decoro urbano. «Dopo due anni e mezzo di lavoro e commissioni – concludono – non possiamo accettare che tutto resti fermo. Le attività hanno bisogno di regole chiare e tempi certi per organizzarsi, così come i residenti hanno diritto al rispetto degli spazi pubblici. Vogliamo capire se l’amministrazione intenda finalmente affrontare il problema o continuare a rinviare. Ma, ad oggi, le novità registrate sono pari a zero».
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