23 Aprile 2026 - 15:26:32

di Martina Colabianchi

«Giudico orrendo e grave l’uccisione di 18 esemplari di lupi e di altri animali selvatici nel Parco d’Abruzzo. Ho chiesto al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari di accentuare i controlli sul territorio al fine di individuare nel più breve tempo possibile i responsabili dell’accaduto».

Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che promette la massima attenzione per «impedire che queste ignobili azioni non vanifichino gli sforzi condotti affinché la popolazione questa preziosa specie raggiungesse un numero tale da consentirne il passaggio da specialmente protetta a protetta».

Si è aggravato, infatti, il bilancio della moria di lupi nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove nuovi ritrovamenti portano a 18 esemplari morti in pochi giorni, insieme a tre volpi e una poiana.

Dopo i primi dieci lupi rinvenuti tra Alfedena e Pescasseroli, altri otto sono stati trovati senza vita tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, in un’area che appare interessata da episodi ripetuti e diffusi.

Durante gli ultimi sopralluoghi tra Alfedena e Pescasseroli, il nucleo cinofilo antiveleno ha individuato e sequestrato esche contaminate che dai primi riscontri sembrerebbero state impregnate con un fitofarmaco, utilizzato in agricoltura.

Secondo Enpa, la presenza contemporanea di più specie morte negli stessi contesti rafforza il sospetto di avvelenamento, pur in assenza, in alcuni casi, di bocconi rinvenuti.

«Non è più possibile parlare di episodi isolati: siamo davanti a una escalation criminale contro la fauna selvatica», afferma l’associazione.

Alla luce di quanto sta accadendo, Legambiente chiede al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di convocare con urgenza, a Pescasseroli, un tavolo nazionale coinvolgendo il Parco, le autorità preposte all’indagine, i comuni ricadenti nell’area protetta e le associazioni.

«Si tratta della pagina più brutta del nostro Paese e una vergogna nazionale, che mina anche il lavoro di tutela e conservazione della biodiversità portato avanti in questi anni con impegno, rigore scientifico e passione dal Parco nazionale tra i più antichi d’Italia – si legge nella nota di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. Il Governo esca dal suo silenzio, invece di alimentare un sentimento e politiche anti-lupo e anziché perdere tempo con la calendarizzazione in parlamento di disegni di legge come il 1552 fortemente peggiorativi sulla tutela della fauna e degli animali selvatici, si mobiliti a sostegno della tutela di questa specie protetta e si confronti e dia supporto al Parco nazionale».

«La giustizia fai da te e l’utilizzo delle esche avvelenate, che è al momento è l’ipotesi più accreditata per la morte dei vari esemplari, è un atto vile e da codardi, che nuoce alla biodiversità ma anche alla sicurezza dell’intero territorio e a un Parco che vanta oltre cent’anni di storia in difesa della natura. Oggi è toccato a lupi, e in pochi giorni, anche ad altre specie come volpi e rapaci, domani potrebbe toccare all’orso bruno marsicano», ha concluso Ciafani.

Intanto le attività di monitoraggio, con il supporto dei cani antiveleno e in coordinamento con la Procura di Sulmona, sono in corso per accertare le cause delle morti e individuare eventuali responsabili su cui il presidente del Pnalm Giovanni Cannata chiede, una volta che saranno identificati, che loro intorno sia fatta «terra bruciata». «Il territorio del Parco è molto vasto – ha detto Cannata alla nostra redazione -, quindi è difficile, anche con la dovuta vigilanza che noi mettiamo in atto, scovare questi delinquenti. Perciò ci appelliamo anche ai cittadini, affinché si diffonda una educazione ambientale e si faccia capire, a chi delinque, che ciò che fa costituisce un delitto grave».

L’Enpa, intanto, torna a chiedere all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) di ritirare il piano che prevede fino a 160 lupi abbattibili ogni anno in Italia. «Numeri ormai privi di senso di fronte a una strage in corso. Non si può pianificare abbattimenti mentre il territorio restituisce carcasse».

«Atroce la mattanza di 18 lupi nel Parco d’Abruzzo e bene ha fatto il ministro Pichetto a chiedere maggiori controlli sul territorio, per evitare simili scempi ed assicurare alla giustizia l’autore o gli autori di un crimine aberrante – scrive, in una nota, la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie -. I lupi, così come gli orsi, sono fondamentali per il nostro ecosistema e sono delle specie da tutelare e difendere. Questi spregevoli atti di violenza, quelli che non esito a definire massacri, sono indice di quanto lavoro resti da fare per spiegare che non è in questo modo che si assicura la coesistenza tra specie e la coabitazione tra esseri umani e animali, che non sono pericolosi ma hanno solo la fisiologica necessità di vivere il loro ambiente senza la nostra intrusione e senza l’occupazione dei loro spazi. La becera propaganda sfruttata per scatenare i più bassi istinti dell’uomo porta a gesti di una ferocia che non dovrebbe appartenerci. Non si raggiunge la sicurezza armando i fucili e sparando. In questo modo anche noi non saremo al sicuro».