24 Febbraio 2026 - 19:08:15
di Tommaso Cotellessa
Il Tribunale di L’Aquila ha dichiarato la nullità del licenziamento di tre lavoratori iscritti alla FILCAMS CGIL, allontanati dall’azienda nel giugno 2025 con motivazioni ritenute manifestamente infondate e legate alla fruizione del congedo parentale.
I dipendenti, da anni attivi nel sindacato per rivendicare condizioni di lavoro più dignitose, erano stati licenziati in un contesto già segnato da tensioni e vertenze. Con una sentenza che interviene in modo netto sulla vicenda, il giudice Riccardo Ionta ha accertato l’illegittimità dei provvedimenti, ordinando la reintegrazione nel posto di lavoro e il pagamento di un’indennità pari a tutte le mensilità maturate dalla data del licenziamento, oltre alle spese legali.
Il giudice ha condannato Aquila S.p.A., azienda ortonese di proprietà della famiglia Di Nardo e amministrata dal sindaco di Ortona Angelo Di Nardo, ritenendo pienamente legittimo il permesso richiesto dai lavoratori per assistere i figli. La società aveva disposto anche un pedinamento tramite un’agenzia investigativa per verificare un presunto abuso dei congedi parentali, ma il Tribunale ha escluso qualsiasi irregolarità, definendo le accuse del tutto infondate.
Si tratta, secondo il sindacato, dell’ennesima pronuncia sfavorevole per l’azienda, già condannata negli ultimi mesi in due occasioni per condotta antisindacale. Una decisione che rafforza la tutela dei diritti dei lavoratori e che arriva al termine di una vertenza particolarmente delicata.
«Accogliamo con soddisfazione questo provvedimento – dichiara Andrea Frasca, segretario generale della FILCAMS CGIL dell’Aquila – che ristabilisce la legalità e riconosce come assolutamente pretestuose le accuse mosse nei confronti dei nostri iscritti. È inaccettabile che un’azienda tenti di licenziare con pretesti chi esercita legittimamente i propri diritti e, in particolare, il congedo parentale. Questa pronuncia è un monito chiaro contro pratiche antisindacali reiterate. Da parte nostra continueremo a difendere con forza ogni lavoratrice e ogni lavoratore che subisca tali abusi».
La sentenza rappresenta ora un punto fermo nella vicenda e riporta al centro il tema della tutela dei diritti legati alla genitorialità e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro.
LAQTV Live