26 Febbraio 2026 - 11:26:41

di Tommaso Cotellessa

Dodici tra le principali istituzioni culturali, scientifiche e di tutela del territorio abruzzese fanno rete e scelgono L’Aquila come laboratorio nazionale di un nuovo modello di governance condivisa del patrimonio. Al GSSI – Gran Sasso Science Institute è stato infatti sottoscritto un Accordo Quadro che formalizza la nascita di una rete di competenze su scala urbana e regionale per la gestione integrata e la progettazione partecipata del patrimonio storico, artistico e culturale. Con questa firma, L’Aquila e l’Abruzzo diventano il primo esempio in Italia di un sistema strutturato di cooperazione interistituzionale dedicato alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali.

L’iniziativa si inserisce nel progetto CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next-Gen Society, programma di ricerca e sviluppo finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con risorse del PNRR. Il GSSI partecipa agli Spoke 5 e 7, quest’ultimo incentrato proprio sulla conservazione e protezione dei beni culturali dai rischi naturali, antropici e climatici, secondo un approccio multidisciplinare, innovativo e sostenibile. L’Accordo firmato all’Aquila traduce questi principi in una struttura operativa concreta: non una semplice dichiarazione di intenti, ma un’infrastruttura stabile di cooperazione tra enti di tutela, musei, archivi, soprintendenze e organismi di ricerca, con la possibilità di attivare protocolli mirati e progetti congiunti.

Hanno aderito, oltre al GSSI che ha promosso l’iniziativa, l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, l’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Abruzzo, l’Archivio di Stato dell’Aquila, la Fondazione Gran Sasso Tech, i Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali dell’Abruzzo, la Fondazione MAXXI, il Museo Nazionale d’Abruzzo, le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Chieti e Pescara e dell’Aquila e Teramo, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e del Molise e l’Università degli Studi dell’Aquila. Un’alleanza ampia che mette a sistema competenze scientifiche, capacità operative e responsabilità istituzionali.

Elemento qualificante dell’Accordo è la creazione di una “tool-box” condivisa: una vera e propria cassetta degli attrezzi che raccoglie strumenti tecnologici, dati, modelli predittivi, protocolli e competenze specialistiche. Le università e i centri di ricerca contribuiranno con innovazioni scientifiche e tecnologie avanzate, mentre gli enti di tutela metteranno a disposizione standard, procedure, piani di sicurezza e buone pratiche. Da questa integrazione nasceranno azioni concrete e scalabili, che spaziano dalla conservazione programmata alla manutenzione, dalla documentazione diagnostica avanzata fino a nuove progettualità di valorizzazione.

Sul piano tecnico-scientifico, l’adozione di sistemi avanzati di monitoraggio e l’ipotesi di una Control Room sviluppata dal team CHANGES del GSSI, condivisa con gli altri partner, consentiranno di implementare strategie di prevenzione e conservazione preventiva basate su analisi multirischio e multi-scalari. Ma l’ambizione del progetto non si limita alla dimensione tecnica: l’integrazione tra ricerca e tutela potrà generare anche nuove modalità di racconto e coinvolgimento delle comunità, rafforzando il riconoscimento del valore del patrimonio culturale.

L’Accordo Quadro punta dunque a creare nuove sinergie multidisciplinari e a rispondere in modo coordinato alle sfide sempre più complesse della contemporaneità, dai cambiamenti climatici ai rischi naturali, fino all’impatto delle tecnologie emergenti. Un modello che, partendo dall’Abruzzo, aspira a diventare riferimento nazionale per la gestione condivisa e innovativa del patrimonio culturale.