26 Febbraio 2026 - 11:36:57
di Vanni Biordi
La lotta alla violenza di genere sale in cattedra. La Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo ha presentato nella sala Fabiani di Palazzo dell’Emiciclo l’iniziativa «On the Road entra nelle Università», segnando un passaggio rilevante nel percorso di un progetto che, nato per sensibilizzare la comunità regionale sui temi della parità e della violenza di genere, approda ora negli ambienti accademici. Alla conferenza stampa sono state annunciate anche nuove adesioni al progetto, a testimonianza di una rete che si consolida.
«On the Road» è un programma strutturato di prevenzione e contrasto alla violenza di genere promosso dalla CPO regionale. Muove da un’idea semplice nella sua formulazione ma ambiziosa nei suoi obiettivi: portare il tema della parità non soltanto nelle istituzioni, ma nei luoghi dove si formano le generazioni future. Dopo aver coinvolto le scuole secondarie, la commissione ha deciso di estendere l’intervento agli atenei abruzzesi, riconoscendo nell’università un nodo cruciale nella costruzione di una cultura del rispetto.
Rosa Pestilli, presidente della CPO, ha aperto i lavori sottolineando la valenza sistemica dell’iniziativa. Il progetto, ha spiegato, non si limita a campagne di sensibilizzazione episodiche, ma ambisce a costruire una presenza stabile e riconoscibile all’interno degli atenei, con percorsi formativi capaci di incidere sugli atteggiamenti e sulle percezioni degli studenti.
Un approccio che gli esperti di prevenzione primaria definiscono «trasformativo», poiché mira a modificare le norme culturali che alimentano le disuguaglianze, prima ancora che queste si manifestino in comportamenti violenti o discriminatori.
Significativa la presenza di Massimiliano Nardocci, direttore genere dell’Ufficio scolastico regionale, che ha illustrato il raccordo tra il sistema scolastico e quello universitario, evidenziando come la continuità educativa su questi temi rappresenti una condizione necessaria affinché i messaggi non restino isolati ma producano effetti duraturi.
Dal fronte universitario, Silvia Nanni, presidente del CUG dell’Università degli Studi dell’Aquila, e Antinisca Di Marco, professoressa associata e referente di ateneo per l’Uguaglianza e le Pari Opportunità, hanno illustrato le strutture interne già attive nell’ateneo aquilano, che costituiranno il principale interlocutore istituzionale del progetto.
I Comitati Unici di Garanzia, introdotti dalla legge 183 del 2010, sono oggi lo strumento attraverso cui le università sono chiamate per legge a promuovere il benessere organizzativo e a contrastare ogni forma di discriminazione. La loro attivazione effettiva, però, varia sensibilmente da ateneo ad ateneo, e il coinvolgimento in «On the Road» potrebbe rappresentare per molti un’occasione di rilancio.
Enrico Perilli, presidente dell’Ordine degli psicologi della regione Abruzzo, ha posto l’accento sul versante clinico e psicologico dell’intervento. La formazione degli studenti universitari su temi come il riconoscimento delle relazioni abusive, la gestione del conflitto e la cultura del consenso richiede, ha sottolineato, il contributo di professionisti qualificati. La presenza dell’Ordine nel partenariato garantisce che i contenuti veicolati siano scientificamente fondati e metodologicamente corretti, evitando il rischio, non trascurabile in questo tipo di iniziative, di banalizzare temi complessi o di produrre effetti controproducenti.
Tra i partecipanti anche Gino Belisari, presidente del Rotary Club Avezzano, e i rappresentanti di CNA Abruzzo, la cui presenza segnala una vocazione inclusiva del progetto: la violenza di genere e le disparità tra uomini e donne non riguardano soltanto il perimetro accademico o istituzionale, ma attraversano il mondo del lavoro e la vita delle imprese. Coinvolgere le associazioni di categoria significa riconoscere che il cambiamento culturale deve avvenire in modo coerente e diffuso, senza compartimenti stagni.
Antonella Pallotta, in rappresentanza della CPO, ha infine illustrato le nuove adesioni al progetto, che ampliano ulteriormente la platea dei soggetti coinvolti. L’adesione di nuovi partner è letta dalla commissione come un segnale di credibilità e di efficacia percepita, ma anche come una responsabilità: più è ampia la rete, più stringente diventa l’obbligo di garantire coerenza e qualità negli interventi.
Il passo compiuto dall’Abruzzo si inserisce in un contesto nazionale in cui il tema della violenza di genere nelle università è diventato negli ultimi anni oggetto di crescente attenzione. Studi condotti dal Comitato Nazionale per la Bioetica e da diverse università italiane hanno documentato la diffusione di molestie e comportamenti discriminatori anche negli ambienti accademici, spesso taciuti per timore di ritorsioni o per mancanza di strumenti adeguati di segnalazione. L’università, in quanto luogo di potere asimmetrico tra docenti e studenti, non è immune da questi fenomeni: affrontarli richiede politiche strutturate, non interventi occasionali.
«On the Road entra nelle Università» si propone di colmare almeno in parte questa lacuna, offrendo un modello replicabile che coniuga formazione, presenza istituzionale e radicamento territoriale. Il tentativo, adesso, è quello di voler trasformare un’iniziativa lodevole in un presidio permanente.
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