26 Febbraio 2026 - 15:56:00

di Martina Colabianchi

«A L’Aquila si sta consumando da tempo una contraddizione che non possiamo più fingere di non vedere. Da una parte c’è una narrazione del centrodestra a guida Biondi rassicurante, quasi anestetizzante, secondo cui va tutto bene e il tema della sicurezza sarebbe soltanto una percezione. Come se il disagio diffuso che attraversa i quartieri, le periferie, le frazioni, come se le paure espresse da cittadini e commercianti fossero frutto di suggestioni collettive. Come se gli aquilani immaginassero furti, atti vandalici, incendi negli alloggi pubblici inutilizzati o occupati abusivamente, episodi che invece si stanno verificando e che stanno producendo un clima di crescente vulnerabilità sociale. Dall’altra parte, però, c’è chi – anche nella stessa area di governo della città – riconosce che le segnalazioni di microcriminalità stanno aumentando e che cresce il senso di insicurezza nella nostra comunità».

Così, in una nota, la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane torna sul tema della sicurezza in città. Sull’argomento, un segnale molto forte era stato dato da Carla Mannetti, attualmente consigliera regionale in quota Lega ma in passato assessore della giunta Biondi.

Mannetti, infatti, qualche settimana fa ha rilanciato il comitato L’Aquila Sicura fondato nel 2007 per ascoltare i cittadini, raccogliere segnalazioni, proposte e criticità sulla questione sicurezza e furti in città.

Quindi, per la consigliera Pd la domanda è semplice: «La sicurezza è una percezione oppure è un problema reale?».

«Perché se è reale – come io credo – allora non può essere affrontato con la propaganda o con interventi frammentari e disorganici, che negli anni si sono dimostrati insufficienti rispetto alla gravità e alla reiterazione dei fenomeni che si registrano sul territorio – continua Pezzopane -. La sicurezza non è uno slogan e non è neanche soltanto ordine pubblico. È governo del territorio. È presidio, ma anche prevenzione. È presenza delle forze dell’ordine, ma anche illuminazione delle strade, cura degli spazi pubblici, manutenzione urbana. È videosorveglianza, ma anche interventi sociali ed educativi rivolti ai giovani, sostegno alle famiglie, inclusione, partecipazione civica. In altre parole: la sicurezza o è un approccio organico oppure non è. Non si può continuare a inseguire l’emergenza senza una visione strategica complessiva capace di tenere insieme controllo del territorio e promozione sociale, coordinamento istituzionale e coinvolgimento della cittadinanza. Perché il degrado urbano, l’abbandono di immobili, l’isolamento sociale, la marginalità economica non sono questioni separate dalla sicurezza: ne sono spesso la premessa. Ecco perché è necessario assumersi una responsabilità chiara davanti alla città».

«Non possiamo limitarci a registrare i problemi o a discutere se esistano davvero. Non possiamo accettare che la distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita continui ad allargarsi fino a diventare sfiducia nelle istituzioni. Perché quando i cittadini smettono di sentirsi protetti nei propri quartieri, nelle proprie case, negli spazi pubblici, non è solo la sicurezza ad essere in discussione: è il patto stesso tra comunità e istituzioni».

«La sfida che abbiamo davanti è costruire una città in cui la sicurezza sia effettiva e non soltanto raccontata. Una città in cui la presenza dello Stato e del Comune sia visibile e coordinata. Una città in cui la prevenzione sociale accompagni il controllo del territorio. Una città in cui la legalità sia anche cultura del bene comune e responsabilità condivisa. Perché la sicurezza non si proclama – conclude la consigliera dem -. Si costruisce, ogni giorno, insieme».